Su il sipario sulla nuova stagione del Toniolo: protagonisti Placido, Favino e Zingaretti

Una stagione ricca quella di prosa del teatro mestrino, che continua la collaborazione col circuito Arteven. Si parte il 7 novembre, ultimo spettacolo con Silvio Orlando

Tutto è pronto per la nuova stagione di prosa 2018/19 del Teatro Toniolo di Mestre, che proseguirà nella propria collaborazione con Arteven, coniugando l'eccellenza delle proposte a un'estesa varietà di temi, generi e registri di intrattenimento degli spettacoli. Un cartellone, quello da novembre ad aprile, caratterizzato da un mix di classico e contemporaneo che affianca le nuove produzioni a quelle più recenti, già collaudate e apprezzate nei maggiori teatri d'Italia. La bussola delle scelte, anche quest'anno, segue una rotta composita, fra testi classici, rivisitazioni e nuove scritture per la scena.

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Da Michele Placido a Luca Zingaretti

Si partirà con Michele Placido (7-11 novembre) e la sua personale rilettura dei Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello, e si continuerà con Maria Amelia Monti (21-25 novembre) nei panni di Miss Marple in Giochi di Prestigio. Il 28 novembre sarà quindi la volta di In Aeros, con la sterzata nel "territorio di confine" fra teatro e danza. Nato da un'idea originale di Antonio Gnecchi Ruscone, le coreografie sono curate da Daniel Ezralow, David Parsons e Moses Pendleton. Luca Zingaretti (12-16 dicembre) dirigerà il talento di Luisa Ranieri nell'opera di Terence Rattigan The deep blue sea, mentre dal 16 al 20 gennaio si riunisce la coppia di Grease Lorella Cuccarini-Giampiero Ingrassia, insieme in Non mi hai più detto Ti amo.

Pierfrancesco Favino e Alessio Boni

Si prosegue con una vigorosa sterzata nel contemporaneo. Luca Barbareschi traduce e mette accanto a Lunetta Savino, l'ultimo testo dal drammaturgo statunitense David Mamet, Il Penitente (30- 31 gennaio), una tragedia moderna, il dilemma morale di uno psichiatra chiamato a testimoniare in aula a favore di un proprio paziente accusato di strage. Dallo scenario realistico di una crisi di coscienza, al regno inviolato del simbolo con l'adattamento del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes (6-10 febbraio) firmato da Francesco Niccolini, che vede in scena Alessio Boni e Serra Yilmaz. Si passerà quindi al drammaturgo nostrano Gianni Clementi e il suo Le signorine (15-17 febbraio), raffinatissima commedia in agrodolce ambientata in una merceria di un vicolo di Napoli. Intriso di stringente contemporaneità il lavoro successivo, un atto unico del '77 firmato dal drammaturgo francese Bernard Marie Koltès, La notte poco prima delle foreste (19-24 febbraio), testo di cui Pierfrancesco Favino ha curato un originale adattamento teatrale per la regia di Lorenzo Gioielli.  

Storia, mito e interazione

Quando il teatro attraversa la storia per ridarle voce, gioca spesso con lo spazio e col tempo: è il caso di Churchill (27-28 febbraio), un testo di Carlo G. Gabardini che mostra lo statista inglese in una sorta di sospensione onirica. Ma talvolta la storia si intreccia col mito, come nel lavoro a quattro mani di Marco Paolini e Francesco Niccolini Nel Tempo Degli Dei. Il calzolaio di Ulisse (6-10 marzo). Non mancano, anche in questa stagione, le occasioni per esplorare forme di interazione fra codici espressivi differenti, come nel caso della compagnia tedesca Familie Fitiz, impegnata dal 1994 alla riscoperta di discipline secolari come il teatro di figura, il teatro di maschera la danza. Con il nuovo spettacolo Dr Nest (13-14 marzo) la compagnia analizza l'enigmatica cartografia del cervello e le torbide profondità dell'animo umano.

Mito, fiaba e classici

Nell'adattamento del Sogno di una notte di mezza estate (22-24 marzo) firmata da Massimiliano Bruno, mito, fiaba e quotidianità si intersecano continuamente all'interno di una originalissima rilettura del capolavoro shakespeariano, ricreate sulla scena dal talento di Stefano Fresi, Violante Placido e Paolo Ruffini. Altro classico senza tempo, L'importanza di Chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde (4-7 aprile) conserva una freschezza sorprendente, a dispetto del suo secolo abbondante di vita e di rappresentazioni in tutto il mondo. Sei invece sono gli anni di vita dell'acclamato lavoro di Lucia Calamaro, vincitore del premio Usu nel 2012 per la miglior drammaturgia. Si nota all'imbrunire. Solitudine da paese spopolato (12-14 aprile) porta sulla scena, diretto dalla stessa autrice, un Silvio Orlando in stato di grazia, la cui maschera attraversa senza sconti una patologia specifica del nostro tempo, definita dalla socio-psicologia con l'ossimoro, solo apparente, di solitudine sociale.

"Un palinsesto di prestigio"

"È una stagione - ha sottolineato Venturini - di grande prestigio, degna dei più grandi teatri italiani, che conferma anche il ruolo sempre più centrale del Toniolo in ambito culturale all'interno della nostra Città metropolitana. E' il risultato di un grande lavoro di squadra coordinato dal sindaco Brugnaro e dalla consigliera Giorgia Pea, in qualità di presidente della Commissione consiliare Cultura, e reso possibile dall'opera sapiente del Settore Cultura del Comune e di Arteven, che ringrazio di tutto cuore. Un cartellone che soddisferà i gusti variegati del pubblico, e attirerà, ne sono certo, grazie alla 'Giovani a teatro card', che darà modo di vedere gli spettacoli a 2,50 euro, ancora più “under 26” di quelli che siamo riusciti ad ospitare nella stagione precedente, in cui è partita questa indovinata iniziativa".

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