"Welcome Lenin! - Marxisti si nasce, leninisti si diventa" in scena al Teatro a l'Avogaria

"Welcome Lenin! - Marxisti si nasce, leninisti si diventa" per la regia di Mario Esposito  andrà in scena a Venezia venerdì 28 ottobre alle  21.00, al Teatro l’Avogaria. Presentato dalla nuova associazione culturale “L’ultimo metrò”  in collaborazione con la giovane compagnia di  “Indiana Teatro”, lo spettacolo è una tragicomica  metafora sulla caduta del comunismo, sulla quale si è poco riflettuto,  e sulla figura di Lenin, il protagonista della più grande rivoluzione del’900 e prende spunto da una visita che lo stesso regista fece al Mausoleo di Lenin nel 1995 quando si trovò solo di fronte al corpo imbalsamato di Lenin. 

La vicenda trattata  è liberamente ispirata a “L’imbalsamatore” di Renzo Rosso e si svolge appunto al Mausoleo, vuoto come il deserto delle ideologie, e immagina un colloquio tra l’imbalsamatore ufficiale di Lenin, colui che ogni due anni fa “il tagliando” alla salma per conto del “partito”, ed ha la possibilità, lui uomo comune, di confrontarsi  con il massimo cadavere del ‘900. L’imbalsamatore si confessa. Gli racconta della sua misera vita ma gli chiede anche conto di cosa è stata la rivoluzione, gli rinfaccia gli eccidi e le crudeltà che quella rivoluzione ha comportato e gli orrori della Mosca di oggi dove il popolo vive tra gravi difficoltà economiche e dove c’è corruzione, droga, prostituzione e mafia.

Quando la mummia di Lenin si sgretola, si polverizza davanti ai suoi occhi, l’imbalsamatore è terrorizzato. Lo aspetta la Siberia o la fuga a Londra ad imbalsamare uccelli. Ha una unica possibilità di riscatto: imbalsamarsi lui stesso e prendere il posto di Lenin nella teca del Mausoleo ed esporsi alla curiosità dei turisti. Lo spettacolo ha un’appendice comica  e riguarda una improbabile partita a scacchi, giocata a Capri, tra Lenin e Groucho Marx. In realtà una partita a scacchi, un vero e proprio scontro ideologico con conseguenze drammatiche, c’è stata davvero a Capri, nel 1908, ma tra Lenin e il filosofo russo Alexander Bogdanov, sotto lo sguardo attento del padrone di casa, il grande scrittore russo Maxim Gorky. Proprio a Capri infatti, isola turistica per antonomasia, Gorky aveva istituito una scuola di giovani comunisti rivoluzionari pronti a prendere il potere una volta vinta la rivoluzione, ma questa è un’altra storia. Il personaggio di Lenin è interpretato dal giovane attore Nicolò Rossi. Con lui sul palco Alessandro Esposito, Vittorio Lora e lo stesso regista Mario Esposito. Aiuto regia di Elena Sartorello e inoltre la partecipazione “straordinaria” di Salvatore Esposito.

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