Trasporti sempre più sostenibili, il Comune punta tutto sull'idrogeno: "Tagliare il pm10"

Martedì la giunta ha approvato un protocollo con Fuel Cells and Hydrogen 2 Joint Undertaking. Brugnaro: "Vogliamo contribuire a ridurre le emissioni di gas a effetto serra"

La giunta comunale, nella seduta di martedì scorso, ha approvato, su proposta del sindaco Luigi Brugnaro, il protocollo d'intesa tra il Comune di Venezia e la “Fuel Cells and Hydrogen 2 Joint Undertaking” (FCH 2 JU) finalizzato allo sviluppo di applicazioni dell'idrogeno e delle celle a combustibile per la mobilità urbana sostenibile. Più volte il primo cittadino aveva dichiarato di guardare a questa tecnologia per un traffico urbano più sostenibile, anche in fatto di servizi pubblici. 

"FCH 2 JU, che è il frutto di una lunga cooperazione tra i rappresentanti dell'industria, del mondo accademico, delle organizzazioni di ricerca e delle autorità pubbliche, e opera nel settore delle celle a combustibile e le tecnologie energetiche dell'idrogeno - si legge nel protocollo - rappresenta il soggetto più titolato in grado di contribuire allo sviluppo del mercato delle tecnologie dell'idrogeno. Inoltre FCH 2 JU ha il compito, tra gli altri, di contribuire, come organismo di finanziamento, all'attuazione di Horizon 2020, il programma quadro per la ricerca e l’innovazione relativo al periodo 2014-2020 con cui l’Unione Europa finanzia la ricerca in Europa".

“Con questa scelta – commenta il sindaco – abbiamo deciso di dare seguito alla nostra campagna per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e degli inquinanti atmosferici. Il Comune si sta impegnando ad attuare un serio piano per creare le condizioni alla diffusione dell'energia verde, che ha nell'idrogeno uno dei suoi principali elementi, mettendo così l'innovazione e la competitività al centro delle sue politiche di sviluppo economico. Se vogliamo fare in modo che i nostri figli possano contare su un futuro più sostenibile e un mondo meno inquinato dobbiamo iniziare a investire nelle nuove fonti di energia. Venezia ha il vantaggio che può contare sul polo di Porto Marghera per la produzione, oltre ad essere una città che può sperimentare l'utilizzo non solo sui veicoli urbani, ma anche su autobus e vaporetti”.

Nello specifico il protocollo prevede una fattiva collaborazione tra il Comune e FCH 2 JU per l'individuazione di sinergie tra programmi, meccanismi di accesso a fondi e ad altre fonti di finanziamento attraverso la partecipazione a gruppi di lavoro in collaborazione con membri dell'industria e della ricerca, l'identificazione delle applicazioni dell'idrogeno e delle celle a combustione che sono di maggior interesse per raggiungere l'obiettivo e fornire le informazioni necessarie per costruire modelli di business che possano portare ulteriori investimenti.

Con l’approvazione di un decreto legislativo ad hoc nel 2016, l’idrogeno ha assunto un ruolo rilevante per le strategie di sviluppo sostenibile anche in Italia, in quanto è stato inserito tra i combustibili alternativi nel piano strategico nazionale. L’Italia dovrà dotarsi di un numero adeguato di stazioni di rifornimento entro il 2025 e, con un decreto attuativo, deve essere perfezionata la revisione delle norme tecniche che limitano l’erogazione di idrogeno a 350bar consentendola fino a 700bar, visto che gli impianti a bordo delle auto garantiscono un funzionamento in totale sicurezza a quella pressione, consentendo così autonomia e tempi di rifornimento pari a quelli esistenti di un’auto tradizionale.

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