Porto Marghera tenta il colpaccio: "Ok al bando per il Polo sulle energie alternative"

Il progetto sarà presentato dalla Regione, ma mercoledì il Comune ha approvato una delibera ad hoc. Almeno altri 5 rivali per un Centro da 500 milioni di euro e 2mila assunzioni

Dopo l'annuncio, ora c'è l'ufficialità: Porto Marghera parteciperà al bando promosso da Enea, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, per individuare la sede di un Centro di ricerca internazionale per gli studi sulla generazione di energia elettrica da fonti alternative. In sintesi si tratterebbe di un investimento da 500 milioni di euro che potrebbe avere una ricaduta occupazionale di 2mila addetti (tra posti di lavoro diretti e indiretti) e costituirebbe un volàno economico in grado di garantire un ritorno economico pari a 4 volte l'investimento iniziale.

Approvata la delibera sul bando

La giunta comunale nella riunione di mercoledì ha approvato la delibera che intende far concorrere Porto Marghera con altri siti di regioni italiane (sono giunte candidature dal Lazio, dall'Emilia-Romagna, dalla Puglia e dal Piemonte) che si sono dette pronte a lavorare per costruire il labotorio Dtt, ossia Divertor Test Tokamak. A fianco al Comune c'è la Regione, che presenterà materialmente il progetto, con la collaborazione anche del dipartimento di Fisica dell'Università di Padova. 

Gara "a costo zero" per il Comune

L'investimento sarà sostenuto con mutuo europeo di 250 milioni di euro erogato dalla Banca europea degli investimenti; finanziamenti nazionali di varia natura (160 milioni di euro); contributi da Eurofusion (60 milioni) e contributi dalla Repubblica Popolare Cinese (circa 30 milioni di euro in componenti), in qualità di partner scientifico del progetto. Un'opportunità dunque a costo zero per Ca' Farsetti e Palazzo Balbi.

Centro di ricerca all'avanguardia

Si tratterà di un centro all'avanguardia che studierà come ottenere energia rinnovabile, sicura, inesauribile e in grado di sostituire i combustibili fossili. In poche parole garantirà un futuro: "Sarà realizzato un impianto radiogeno classificato dalla normativa vigente come impianto non nucleare che, come previsto da Enea, anche nella più critica ipotesi di incidente o malfunzionamento degli impianti, non avrà alcun impatto sulla salute della popolazione", sottolinea una nota di Ca' Farsetti. 

Brugnaro: "Abbiamo tutte le carte in regola"

“La Regione, che è il soggetto che presenterà ufficialmente la candidatura – dichiara il sindaco Luigi Brugnaro – ha voluto fortemente coinvolgere il Comune nella formulazione della proposta e nell’individuazione del sito dove verrà collocata la nuova struttura. Voglio ringraziare il presidente Luca Zaia e l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Roberto Marcato, con i quali stiamo facendo squadra per vincere la concorrenza delle altre regioni e portare a Porto Marghera questo importante investimento. Per il progetto metteremo a disposizione un’area di circa 6 ettari all’interno del Nuovo petrolchimico (denominata “Area 11- ex MT2 - produzione lastre in metacrilato ex VEDRIL”) che, per localizzazione, dotazione infrastrutturale e accessibilità risponde ai requisiti dell'avviso pubblico".

La sede nei terreni ex Syndial

Gli altri attori dell’operazione sono l’Università di Padova, soggetto scientifico che affianca la candidatura di Regione e Comune, e Syndial (Eni) che ha reso disponibile da subito l’area prevista per l’insediamento, facente parte dei 107 ettari destinati al Comune di Venezia. “Ci candidiamo ufficialmente a nuovo motore di sperimentazione energetica, nonché a luogo di riqualificazione industriale - conclude l'assessore allo Sviluppo economico, Simone Venturini. Al bando hanno risposto anche siti di altre regioni, ma siamo convinti dell'unicità delle caratteristiche di Porto Marghera nel panorama italiano: elevata infrastrutturazione viaria, ferroviaria, portuale ed aeroportuale, la presenza di una rete di produzione e distribuzione elettrica di livello industriale, la vicinanza ad impianti produttivi ad alta tecnologia utili alla realizzazione del centro, la cultura del lavoro a ciclo continuo, la presenza in loco di protocolli di sicurezza già sperimentati, il supporto di centri universitari di livello internazionale. La realizzazione del centro di ricerca promosso da Enea rappresenta una rilevante opportunità di sviluppo del territorio, che mira alla riconversione economica e funzionale, basata su attività innovative e ambientalmente sostenibili e che puntano alla creazione di nuovi posti di lavoro”.

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