Solidarietà da Confartigianato a Zoppas dopo l'affondo sulla San Benedetto di Scorzè

Il presidente di Confindustria Veneto e dell'azienda di acque minerali è finito nel mirino del ministro dello Sviluppo per le «concessioni irrisorie». Boccia: «Di Maio accetti le critiche»

È un continuo botta e risposta fra governo e Confindustria, senza esclusione di colpi. Il ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio ha attaccato le «concessioni irrisorie» della ditta di acque minerali di Scorzè, la San Benedetto della famiglia Zoppas, capo di Confindustria Veneto. Una diatriba con precedenti colpi di scena, prima di questo episodio.

L'assemblea a Vicenza

Tutto sarebbe iniziato all'assemblea degli industriali vicentini di sabato, a Breganze, con il presunto appoggio politico a Salvini, nell'attuale governo, lasciato trapelare dal presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia. Un endorsement digerito male da Di Maio, ancora risentito probabilmente per le critiche al decreto dignità e al reddito di cittadinanza dello stesso Zoppas. Di qui la reazione sulla San Benedetto, le cui concessioni il ministro dello Sviluppo fa capire potrebbero essere «corrette con la legge di Bilancio».

Parti sociali

Il rientro alla normalità arriva in seguito, con il chiarimento di Boccia sul ministro dell'Interno, tutt'altro che uno schieramento di Confindustria a favore della Lega, avrebbe spiegato durante un'intervista a Radio Capital, ma un'esortazione a prestare attenzione alla parte produttiva del Paese. Niente di nuovo invece sulle concessioni «irrisorie» della ditta di Scorzè. E Boccia quindi si fa avanti per chiedere che Di Maio rispetti le parti sociali e accetti le critiche.

Solidarietà di Confartigianato

Anche Confartigianato si schiera con Zoppas. «Esprimo la mia vicinanza e la mia solidarietà al presidente di Confindustria Veneto, vittima di un ennesimo attacco personale da parte di una delle più alte cariche dello Stato - afferma Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Imprese Veneto -. Un cittadino di questo Paese, un imprenditore e rappresentante di una parte importante dell’economia regionale ed italiana ha il dovere, oltre che il diritto, di esprimere la propria posizione e il suo pensiero sulle azioni di politica economica. La politica, quella seria, fa delle proposte concrete e realizzabili, si confronta e poi decide e legifera».

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