Aqua Granda, Brugnaro invoca i fondi della legge speciale: "Si torni a investire su Venezia"

Celebrazioni per i 50 anni dall'alluvione. A Palazzo Ducale il convegno "La legislazione speciale per Venezia", presente il sottosegretario Baretta. "Da 10 anni mancano i soldi"

Servono investimenti su Venezia, a partire dai fondi destinati dalla legge speciale, che, "pur essendo ancora in vigore, da oltre 10 anni non è più finanziata. Ma i costi per la manutenzione della città restano, e a sostenerli, ora, sono solo i veneziani". Così il sindaco Luigi Brugnaro, intervenuto venerdì al convegno “La legislazione speciale per Venezia”: "Dal '66 ad oggi - ha sottolineato - è stato fatto molto, ma non basta. Venezia non è una città come le altre e la sua specialità va riconosciuta e tutelata. Non pretendiamo cifre astronomiche, vogliamo solo essere in grado di intervenire sulle questioni più urgenti".

L'incontro rientra nel programma di “Aqua granda”, il fitto calendario di eventi promossi dal Comune di Venezia, con la collaborazione del comitato scientifico appositamente istituito, in occasione del cinquantenario della grande alluvione del 4 novembre 1966. Si è svolto a Palazzo Ducale, grazie alla collaborazione di Generali e Endar, ed è stato moderato dal giornalista Paolo Del Debbio. Tra gli illustri partecipanti anche il presidente della Biennale, Paolo Baratta, il sottosegretario al Ministero delle Finanze e dell'Economia Pierpaolo Baretta, il direttore del segretariato regionale Mibact, Renata Codello, l'assessore regionale allo Sviluppo economico ed energia, Roberto Marcato, il coordinatore scientifico dei convegni promossi per il cinquantenario, Amerigo Restucci, oltre a molti esponenti dell'amministrazione comunale e numerosi cittadini.

Ad introdurre i lavori è stato l'intervento di Ignazio Musu, professore ordinario di Ca' Foscari, che ha ricordato come le due Leggi speciali per Venezia - la prima del 1973 e la seconda dell'84 - vennero promulgate come risposta alla tragica alluvione del 1966, perché si potessero attuare misure e programmi per la salvaguardia di Venezia.

Tra le priorità evidenziate dal primo cittadino non solo gli interventi di manutenzione diffusa nella città storica, come lo scavo dei rii o la sostituzione delle numerose 'bricole' danneggiate dal tempo e dalla salsedine, ma anche progetti di più ampio respiro, che contribuiscano al rilancio complessivo della città, con conseguenti ricadute positive non solo a livello locale, ma anche nazionale e internazionale. Tra questi, la realizzazione del port off-shore, che consentirebbe una capacità di ricezione e inoltro delle merci all'altezza delle aspettative dei mercati globali; il rilancio di Porto Marghera, con il completamento dei marginamenti e la messa in sicurezza dell'area per poter far ripartire la produzione, dare lavoro e attrarre investitori; il turismo, sulle cui strategie è necessario intervenire per garantire proposte sostenibili e di qualità.

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"Progetti - ha proseguito Brugnaro - che non comportano solo oneri, ma possono diventare grandi opportunità che non dobbiamo perdere. È necessario lavorare insieme: noi siamo pronti a fare la nostra parte e a collaborare con tutti, lo Stato però deve fare la sua, senza tentennamenti e senza perdere altro tempo. Uniti, possiamo  lavorare a un progetto strategico per i prossimi 100 anni”. "Venezia – ha concluso il primo cittadino sottolineando l'urgenza di convocare il prima possibile il Comitato dei Ministri per la salvaguardia di Venezia – deve tornare ad essere vista da tutti  non come una città fragile senza futuro, ma come una risorsa per tutto il Paese”.

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