Ex gasometri, il Consiglio di Municipalità approva la restituzione alla città

La seduta lo scorso 13 maggio. La richiesta al Consiglio comunale, giunta e sindaco di «riacquistarla dal privato per destinarla ad attrezzature scolastiche, sport, all'aggregazione, alla residenza»

Area Ex-Gasometri, foto da profilo Facebook

Il Consiglio della Municipalità di Venezia Murano Burano nella seduta di mercoledì 13 maggio si è espressa a favore della restituzione alla città dell’area ex gasometri di Castello. «La zona, che dal 1841, è stata sede di strutture destinate alla produzione dal carbone e contenimento di gas per l’illuminazione pubblica urbana, ha un'importanza strategica per il tessuto urbano e sociale di Venezia - si legge nell'ordine del giorno -  si trova infatti in una delle poche zone residenziali ancora vive, vivaci e non svendute al turismo di massa ed è vicina a due edifici scolastici».

Archeologia industriale

La costruzione di un complesso immobiliare, spiega la Municipalità, a riempire le due strutture di archeologia industriale degli ex gasometri, avrebbe un impatto visivo importante, che andrebbe a stravolgere l'immagine di tutta l'area. Questa costruzione occluderebbe la vista a tutti gli abitanti della zona retrostante, si legge, mentre la realizzazione della piccola palestra nel cortile dell’edificio dell’istituto tecnico Paolo Sarpi è inadeguata per rispondere alla esigenza delle scuole. 

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Ai cittadini

In base alla delibera del Consiglio comunale di Venezia del 27 gennaio 2003, l'area "è sottoposta a vincolo di notevole interesse pubblico” e i manufatti hanno “interesse storico-architettonico”. Per la Municipalità di Venezia Murano Burano deve tornare patrimonio pubblico. «Considerato che l'Amministrazione comunale afferma di avere tra le proprie priorità, da un lato il blocco di nuove strutture ricettive, dall'altro l'incentivazione di ogni misura volta ad agevolare la residenza, il Consiglio di Municipalità di Venezia chiede a Consiglio comunale, alla giunta e al sindaco, di verificare la possibilità di impugnare la delibera 106 del 2012 con cui l'area era stata inserita nel piano di alienazioni degli immobili e di riacquistarla dal privato o proporre una permuta per destinarla ad attrezzature scolastiche, allo sport, all'aggregazione dei cittadini e alla residenza».

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