L'Accordo per San Giuliano ridisegna l'interscambio e aumenta verde e parco

Il progetto del Comune prevede una riduzione della cubatura nei terreni Ater. Dubbi dell'opposizione sul carattere ambientale della riqualificazione. Si espandono i parcheggi e l'area Actv

Rendering del Comune dei fabbricati dei trasportatori

È alla fase introduttiva, lunedì in quinta commissione consiliare in Municipio a Mestre, la discussione sull'attività di trasporto merci situata in riva a San Giuliano: uno dei punti più controversi del progetto di riqualificazione e ridefinizione dell'area. Ispirazione al progetto Di Mambro a parte, che non la prevedeva, presupposto dichiarato dall'amministrazione è quello del mantenimento delle attività economiche che, di fatto o di diritto, hanno continuato a esistere e che ormai versano in una situazione di degrado e necessitano di interventi di rifacimento. Spiega il direttore allo Sviluppo del Territorio del Comune, Danilo Gerotto, che non è prevista nessuna struttura in più di quelle già esistenti (si parla di riqualificare 15 moduli operativi per i trasporti, fronte laguna, nell'Accordo di programma) e che il piano di riordino urbano rientra nella logica di garantire sicurezza sul lavoro e della viabilità.

Sicurezza sul lavoro

Il progetto prevede l'ampliamento dell'area verde, nella parte retrostante i fabbricati dei trasportatori, la costruzione di 2 parcheggi, la realizzazione della strada a doppia corsia verso punta San Giuliano, il nuovo acquedotto, e la ricollocazione delle attività presenti a seguito di concessione demaniale, con riqualificazione urbana. Si tratta di lavori di interesse pubblico, per via della rigenerazione ambientale, dell'ampliamento del parco e dei servizi previsti dal piano regolatore, e della costruzione di sedi appropriate alle attività di esercizio delle imprese, per garantire luoghi di lavoro salubri e tutelare i diritti di lavoratori e datori.

La struttura 

Il disegno comprende l'area per elettrodotto, l'area Marive, il cantiere Brube, e Actv Avm per il potenziamento del collegamento con le Fondamente Nove e quindi con Murano, direttamente, per e dalla terraferma. Per fare la strada si prevede di ricavare lo spazio in area Marive, che verrà spostata dove c'è la biglietteria Actv, liberando la zona. I parcheggi verso Punta San Giuliano, e quello di testa, saranno fatti per garantire mobilità a chi va a prendere il tram. I trasportatori avranno anche lo scoperto e lo spazio per poter sostare, caricare e scaricare merci, senza occupare la strada esistente e senza commistione tra i vari tipi di traffico. Dall'altra parte c'è il progetto delle remiere, illustrato la scorsa settimana. La superficie è di 330 ettari, 75 circa dei quali sono quelli attualmente utilizzati. La superficie di questo accordo è di 15 ettari, 8 e mezzo dei quali di proprietà Ater, quasi un ettaro è del demanio e la superficie comunale è di 5,5 ettari, in parte anche ricevuti dal demanio (tipo quello delcantiere Brube). Per effetto dell'accordo di programma verranno cancellati 63 mila metri quadrati di area edificabile. I parcheggi occupano quasi 25 ettari, la superficie per la viabilità 2 ettari, con le piste ciclabili. Tutta la parte destinata a verde e all'ampliamento del parco è di 8 ettari e mezzo. 

Diritto di uso

È la formula giuridica per la concessione di aree e moduli per le attività di trasporto merci. La durata, ad ora non stabilita, potrebbe essere di 40 anni, come per la Marive. Questo strumento, viene detto, permette al Comune di rientrare nella proprietà di tutto allo scadere dell'accordo. L'area verde che viene concessa da Ater, dietro ai capannoni, svuotata della cubatura, è una area umida che ha capacità di assorbimento ecologico senza piantumazione di alberi. In questa fase di progettazione preliminare è in corso una caratterizzazione e uno screening di Vas sui terreni. Anche i lavori in fase di svolgimento e previsti sulla prima zona industriale di Porto Marghera contribuiscono ad ampliare parco San Giuliano. Campalto ha concluso tutto l'iter. Mentre la parte del bosco dell'Osellino prevede un progetto di riqualificazione che è all'interno del progetto del Consorzio di bonifica. Che ci sia una variante del piano degli interventi significa comunque che il progetto prevede la conservazione della sua destinazione: non è prevista nessuna altra finalità, né per costruzioni, né per alberghi. Il Consiglio esprimerà il mandato al sindaco per il progetto. E quando andrà in conferenza dei sindaci per l'esame e l'approvazione finale, la firma spetterà al sindaco di Venezia, essendo variante al piano degli interventi, non al Pat (altrimenti di carattere metropolitano). 

Cubatura 

Perplessità, espresse sia dal consigliere del Pd, Emanuele Rosteghin, sia dall'assessore alla Mobilità Renato Boraso, sono relative a quegli ettari che, dati dall'Ater al Comune, vengono privati della edificabilità per garantire più spazio al verde umido e al parco. «Oggi, a differenza di quanto avveniva negli anni '80 e '90, quando si puntava sull'espansione edilizia, la sfida è misurarsi con la compatibilità ecologica e ambientale - dice Gerotto - inutile prevedere cubatura se non rientra logicamente nel disegno del piano». Al momento però, fanno notare consiglieri e assessore, un terreno edificabile ha un valore di mercato maggiore. Nulla vieta, viene detto, che successivamente il Comune edifichi, magari costruendo un museo, proprio come previsto dal piano Di Mambro in origine. «Ma se di Di Mambro parliamo - dice Rosteghin - lungo l'asse del canale non c'è da nessuna parte l'insediamento dei trasportatori». Inoltre resta aperta, e pronta per essere discussa lunedì prossimo, la questione sollevata dal Pd della demolizione. «Se un ordine di abbattimento gravava per strutture abusive, che hanno continuato a operare, occorre comprendere cosa ciò comporti».

Arredo urbano

Ovvero tutto ciò che comprende strade, fognature, segnaletica, parcheggi e opere che vanno fatte per la riqualificazione della zona del trasporto merci (c'è anche un problema di compatibilità del moto ondoso in riva per la coesistenza di mezzi navali con caratteristiche diverse: remi, vela, motore, di cui il Consiglio dovrà tenere conto, si precisa). Il Pd dice: «Sull'accordo di programma, in tema di finanziamenti, c'è una bozza di convenzione con i consorziati in cui si dice che la parte attuatrice si impegna a realizzare a proprie spese le opere di viabilità primaria e secondaria, ma all'articolo 6, le parti si danno atto che i costi verranno scomputati dal corrispettivo dovuto dai consorziati per la concessione». Stabilito che oggi, spiega il Comune, l'obiettivo è quello di rendere sicure e salubri le condizioni di lavoro delle attività dei trasportatori, e che in futuro dovranno liberare l'area, e dal momento che il diritto d'uso prevede in cambio un corrispettivo, se i consorziati realizzano a proprie spese anche i lavori di infrastrutturazione, che dovrebbero essere realizzati dal Comune, l'Amministrazione provvede a scontare queste spese dai costi pagati per la concessione.

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Mobilità sostenibile

Il consigliere Renzo Scarpa torna sull'edificabilità. «È un valore ridurre la cubatura, ma la logica in generale dovrebbe essere la stessa. Se evitiamo di costruire lì ma costruiamo altrove il risultato è poco significativo. Gli stessi collegamenti tra San Giuliano e le Fondamente Nove possono peggiorare il livello di inquinamento e la Vinca (Valutazione di Incidenza Ambientale) ne dovrà tenere conto. Se la riqualificazione ambientale di fatto è una riqualificazione per il potenziamento degli eventi, dei parcheggi, dei 25 mila metri quadri in più per i mezzi Actv e per l'interscambio merci e il canile, l'aspetto ambientale dove finisce? Sui trasporti Actv tutto rientra nel Pums (piano urbano della mobilità sostenibile), dice il Comune, che è già proiettato verso i sistemi di alimentazione alternativi dei mezzi pubblici.

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