Spending review, l'Arsenale torna a essere di proprietà del Comune

E' stato stabilito in un emendamento dei relatori al decreto sulla revisione di spesa dello Stato. L'area passa a Ca' Farsetti, che "ne assicura l'inalienabilità, l'indivisibilità e la valorizzazione"

L'Arsenale di Venezia, "in ragione delle caratteristiche storiche e ambientali, è trasferito in proprietà al Comune, che ne assicura l'inalienabilità, l'indivisibilità e la valorizzazione attraverso l'affidamento della gestione e lo sviluppo alla società Arsenale di Venezia Spa". Lo prevede un emendamento dei relatori al decreto sulla spending review presentato alla Commissione Bilancio del Senato.

 

Era uno dei punti fermi su cui il sindaco Giorgio Orsoni aveva fatto affidamento per arrivare a un rilancio dell'area, "risorta" grazie anche all'arrivo dell'America's Cup.

 

"Non ho niente da dire finché non passa la norma, dell'Arsenale si è sempre detto di tutto e di più: stiamo a vedere cosa succede ora". Se non sprizza entusiasmo, è in fase di attesa il primo cittadino lagunare. In ballo da oltre vent'anni, il progetto di recupero complessivo del cinquecentesco complesso ha mobilitato più o meno tutte le giunte veneziane.

E' del 1990 il progetto di riqualificazione dal punto di vista funzionale e produttivo e la collocazione dell'area nel contesto urbano lagunare messo a punto da un consorzio di imprenditori pubblici e privati. Da sempre c'è l'idea di farne un polo tecnologico, con spazio per l'attività artigianale e quelle espositive e culturale. Di quest'anno è il restauro della Porta nuova e della "Tesa" 105, un capannone industriale del '500, che ha reso possibile un nuovo accesso pubblico all'area delle Casermette.
 

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Commenti (1)

  • Quello che non comprendiamo è la costituzione di una Società per Azioni fatta in era Cacciari (Arsenale S.p.A.) dove si rilevava che l'azionista di maggioranza era con il 51% l'Agenzia delle Entrate e il 49% il Comune di Venezia. Il business plan prevedeva la trasformazione dell'area in un grande Museo del Mare (quindi ulteriore turisticizzazione della Città, tant'è la progettazione dell'arrivo sub-lagunare della metro comunale), ma non solo, gli introiti (biglietto d'ingresso al Museo era destinato in via esclusiva all'Agenzia delle Entrate di Roma mentre al Comune di Venezia veniva concesso (bontà loro) l'organizzazione della forza lavoro (ovvero altri voti al sistema...). Premesso questo non comprendiamo di quale reale Sovranità Popolare si tratti se non di una mera speculazione ulteriore di (s)vendita della Città (in nome della economia della monocultura del turismo di massa). Invitiamo i veneziani a visitare la nostra pagina Facebook e leggere nelle nostre note il progetto dell'Arsenale quale Distretto d'eccellenza sul Mare con tanto di Università (come Genova o Trieste). E' incredibile infatti che la millenaria Civiltà Veneziana non debba restaurare l'economia del "Mare" che tanto lavoro, benessere e potenza concesse ai nostri Padri.

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