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«Tutto il nord Italia è zona rossa»: Marcato incontra le categorie economiche per l'emergenza coronavirus | VIDEO

Le urgenze delle imprese in un documento che il presidente Zaia porterà al governo

 

Lunedì mattina, 2 marzo, Roberto Marcato, assessore allo Sviluppo Economico ed Energia della Regione Veneto, ha partecipato al tavolo di concertazione delle categorie economiche - allargato per l’occasione ai principali enti fieristici - per affrontare il tema dell’emergenza coronavirus. «Tutto il nord Italia è zona rossa economica e come tale va trattato - ha detto Marcato - Noi non chiediamo aiuto solo per la nostra regione perché se si dovesse fermare l’economia di Lombardia ed Emilia Romagna, oltre a quella del Veneto, si fermerebbe l’intero Paese. È il momento di ragionare in maniera unitaria, di raccogliere le istanze e di portarle al governo».

Secondo l’assessore il crollo economico che ha colpito le regioni del nord è la diretta conseguenza di una psicosi ingiustificata. Per fronteggiare questa crisi sarà consegnato al presidente della Regione Veneto Luca Zaia un documento che riporterà, punto per punto, tutte le istanze emerse alla riunione: «Raccoglieremo le richieste e tutti i dati per predisporre un documento che il presidente Zaia porterà al governo nei prossimi giorni. L’auspicio è che tale documento possa essere condiviso con le altre regioni - Lombardia ed Emilia Romagna - perché è chiaro che questa è una situazione che va affrontata in maniera unitaria. Le moratorie non bastano, serve liquidità e a questo noi punteremo».

Confcommercio

Al tavolo della Regione anche il presidente di Confcommercio Veneto Patrizio Bertin, accompagnato dal direttore Eugenio Gattolin. «Abbiamo sottolineato la necessità di intervenire per dare urgentemente liquidità, tramite credito bancario, a quelle imprese che stanno subendo l'impatto più pesante e immediato di questa emergenza: si tratta di alberghi e agenzie turistiche, ma anche di quei locali in cui si svolgono eventi, tutti annullati in queste settimane con pesanti contraccolpi, come ad esempio le discoteche. Per i dipendenti è necessario provvedere all'attivazione della cassa integrazione in deroga. E partire dallo sblocco delle tante opere già previste e ferme a causa della burocrazia, insieme allo sblocco delle risorse che i Comuni hanno, ma che non possono utilizzare per via del Patto di stabilità».

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