Bilancio del Porto, Brugnaro e Pellicani si affrontano in Consiglio Metropolitano

Il consigliere Follini: «Si vada prima possibile in commissione per udire le motivazioni del voto di Giri che rappresenta il contesto metropolitano»

Terminal Ro Ro Fusina, Porto di Venezia

«Capiremo meglio cosa è accaduto. Per ora sembra che il bilancio del Porto non sia passato per via dei 9 milioni a Fusina». A dare impulso al sindaco metropolitano Luigi Brugnaro a tornare sulla questione del sistema portuale, con queste parole, dopo la bocciatura del rendiconto ieri, è il consigliere metropolitano Andrea Follina in Consiglio stamattina, venerdì 19 giugno. Brugnaro è d'accordo con il governatore Luca Zaia. Non ci sarebbero motivi politici, né la volontà di affondare qualcuno alla base dei voti contrari in comitato di gestione della rappresentante della Regione Veneto Maria Rosaria Anna Campitelli, e del rappresentante della Città Metropolitana Fabrizio Giri. Andò così anche un anno fa, ricorda Brugnaro, alla votazione del bilancio del Porto. «L'avvertimento era già stato dato». Al voto non presero parte né Giri, che si trovava all'estero, né la Campitelli. Era il 29 aprile 2019, un giorno prima della scadenza. «Si capisce che i rappresentanti non volevano avvallare. E non serve fare un can can politico», dice Brugnaro menzionando il candidato di centrosinistra alle comunali Pier Paolo Baretta.

Fusina

L'operazione che ha garantito la continuità della concessione a Venice-Ro Port che opera a Fusina, secondo il presidente Musolino, era già stata approvata a gennaio di quest'anno. «La proposta ha ricevuto i pareri favorevoli del dipartimento interministeriale di programmazione economica e dell’avvocatura distrettuale dello Stato», dichiarò Musolino, dicendo che la bontà dell'operazione da 9 milioni fatta dal Porto aveva avuto la sua certificazione. Tanto più che se non fosse stata approvata la variazione, il mancato avvio dei lavori nella darsena sud a Fusina avrebbe comportato l’obbligo di restituire all’Unione europea 7,9 milioni di euro del progetto Adriamos, di cui il terminalista aveva beneficiato per costruire la struttura dal 2014, considerata strategica. E si sarebbe incorsi nel rischio di dover pagare un risarcimento e di perdere il canone demaniale, quantificato in oltre 40 milioni.

Il presidente del Porto

«Le argomentazioni prodotte da entrambi i componenti per esprimere il loro voto contrario al rendiconto finanziario 2019 sono assolutamente prive di fondamento», per il presidente Musolino. L'intera documentazione della procedura del riequilibrio della società Venice Ro Port MoS è stata messa a disposizione dei membri del Comitato, dice Musolino. «I componenti Giri e Campitelli potrebbero aver avuto ragione ad esprimersi negativamente, qualora il Bilancio avesse presentato sofferenze o disequilibri - e  continua -. Allo sconforto di non poter sostenere lavoratori e imprese si unisce la mia personale amarezza nel vedere riportate nero su bianco presunte “difficoltà nel ricevere le informazioni essenziali per le decisioni sottoposte all’attenzione dei componenti del Comitato”. Un’affermazione non veritiera. Se dovesse mancare - conclude - la volontà e la disponibilità a prendere parte a una prossima seduta intendo rivolgermi alle istituzioni competenti per ristabilire la verità».

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La commissione

«La politica non c'entra», ma parte di essa, oltre ai comitati e varie associazioni, ieri hanno fatto quadrato attorno al presidente dell'Autorità di sistema portuale, Pino Musolino, e al suo operato. Tra gli altri, su Facebook, Assiterminal, Ugo Bergamo, Più Europa, Laura Puppato, Andrea Giuricin, Pietrangelo Pettenò, Franco Vianello Moro. In Consiglio metropolitano prende la parola l'onorevole Nicola Pellicani. «Mi pare un modo singolare quello di aiutare il Porto, come il sindaco sostiene di voler fare, attraverso un voto che lo porta al commissariamento. Le conseguenze della bocciatura del bilancio vanno a ricadere sui lavoratori delle compagnie portuali e sulle imprese, oltre al fatto che non si possono sbloccare i sostegni economici previsti per crisi da Covid, dal decreto Rilancio». «Se i 2 rappresentanti che sono professionisti capaci e affidabili dicono che non si sentono di condividere una certa operazione finanziaria, e non approvano il bilancio, è giusto fidarsi della loro valutazione», replica Brugnaro. «Anche il presidente Musolino è un tecnico stimato e capace e lui il bilancio lo ha approvato», commenta Pellicani. «Avremo modo di verificare», secondo il sindaco. Ma per l'onorevole, «sembra strano che non si sapesse nulla. In un momento delicato bocciare il bilancio è un atto grave. Venga fuori questa storia di Fusina, tutte le istituzioni siano messe al corrente di questo fatto». Follini e il Pd chiedono allora, come era stato fatto il 23 febbraio scorso, una commissione con la partecipazione del rappresentante della Città Metropolitana, Giri, delegato nel comitato di gestione del porto, «per andare nel merito della scelta portata da Giri nel contesto metropolitano. Auspichiamo la convocazione in tempi brevi».

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