Ecco il progetto di legge sul decoro: "10 giorni in cella per chi disturba, serve ordine"

Mercoledì il sindaco Brugnaro a Montecitorio con Causin e Brunetta. La proposta: più poteri al giudice di pace e possibilità di reclusione per i responsabili di piccoli reati

Foto Twitter

"Serve agire sulle situazioni di tutti i giorni, sulle piccole cose: maleducazione, ubriachezza, spaccio, imbrattamenti. E portare un po' d'ordine nelle città. Altrimenti i cittadini perdono fiducia nelle istituzioni". Così il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha presentato mercoledì la proposta di legge dal titolo “Interventi legislativi volti a contrastare i comportamenti lesivi della sicurezza e del decoro urbano”: una bozza fortemente voluta dal primo cittadino che da sempre invoca la necessità di agire più concretamente contro i responsabili del cosiddetto degrado in città. Con punizioni lievi ma sicure, tramite il conferimento di maggiore autonomia a sindaci, polizie locali e giudici di pace.

La proposta è stata presentata nella sala stampa di Montecitorio alla presenza anche di Andrea Causin‎, deputato veneto di Ap e presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie (nonché firmatario del testo), e Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia. La misura principale prevista dalla proposta di legge (e quella che al sindaco sta più a cuore) è quella che stabilirebbe una possibile reclusione in cella di sicurezza fino a 10 giorni per chi ha comportamenti molesti o mette a repentaglio il decoro urbano. "Sarebbe il Comune ad accollarsi il costo", precisa Brugnaro. Il giudice di pace potrà scegliere se assegnare una sanzione di tipo pecuniario o, in alternativa, mandare uno in cella di sicurezza o assegnarlo a lavori socialmente utili.

Per Brugnaro si tratterebbe di "una norma importante e un’azione che il parlamento potrebbe deliberare velocemente. Perché le persone devono vedere che lo Stato c’è, non possono vivere in situazioni di degrado assoluto sentendosi inermi. Al momento noi possiamo solo prendere questi disturbatori, portarli in caserma e identificarli. Non vogliamo appesantire il sistema giuridico, in questo modo il giudice di pace diventa giudice penale. E così una persona resta in cella una notte, o più". "Dobbiamo affrontare le piccole cose - ha concluso - Dare un segnale a chi imbratta, chi spaccia, agli ubriachi molesti. E infliggere sanzioni tra i 500 e i 1000 euro. Stiamo perdendo il controllo sociale, la delinquenza arriva da tutto il mondo perché qui sa che resta impunita".

"La legge che viene modificata - ha aggiunto Brunetta - è la 125 del 4 luglio 2008 sulle misure urgenti in materia di sicurezza pubblica. È utile perché l’ordine favorisce l’ordine, e per questo il mio gruppo parlamentare appoggerà il testo cercando una veloce calendarizzazione. Serve a tutte le aree urbane, partendo da Venezia". D'accordo anche Causin: "Si parte dalla concretezza dei problemi che si incontrano per cercare una soluzione. Per far sì che le nostre aree metropolitane offrano al cittadino un ambiente di qualità in cui vivere. Il tema della sicurezza è fondamentale e lgato a quello della riqualificazione delle periferie. Insieme servono recupero, formazione, prevenzione".

I REATI. Si tratta di piccoli reati come l’accattonaggio molesto o con impiego di minori, disabili, animali e l’accattonaggio esercitato professionalmente; l’abuso di assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti e che generino comportamenti molesti o violenti; il danneggiamento di edifici pubblici e privati; l’occupazione di suolo pubblico o l’invasione di edifici abbandonati; il commercio abusivo su suolo pubblico; gli atti contrari alla pubblica decenza; la reiterata occupazione del suolo pubblico; la prostituzione di strada con i connessi atti osceni in luogo pubblico.

Causin ha evidenziato i punti di forza della proposta di legge, che sono il maggiore effetto deterrente per i reati legati al degrado urbano, la maggiore efficacia della sanzione, la creazione di una rete di strutture diffuse nel territorio a disposizione della polizia giudiziaria, la riduzione dell’impiego delle case circondariali e dei relativi costi, la semplificazione delle procedure e la velocizzazione del processo penale, anche inserendo l’obbligatorietà della celebrazione per direttissima. Il sindaco ha poi ringraziato il comandante della polizia municipale, Marco Agostini, per aver steso l’impianto della proposta di legge, anche sulla base dell’esperienza sul campo.

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