Brugnaro: «Mi ricandido a sindaco». L'assessore D'Este nel partito della Meloni

Accordo con Fratelli d'Italia: «Da Venezia il Paese torna a un governo di centrodestra»

Foto: il sindaco Luigi Brugnaro e Giorgia Meloni

«Mi ricandiderò a fare il sindaco. Annunceremo un accordo con Fratelli d'Italia per la mia ricandidatura». L'annuncio del primo cittadino di Venezia arriva lunedì, quando in Comune è ospite la leader Giorgia Meloni. Ufficializzata l'entrata dell'assessore alla Sicurezza, Giorgio D'Este, in Fratelli d'Italia. «Venezia - ha detto Brugnaro - si propone come un luogo da cui il centrodestra, con l'aiuto della parte civica della società, riesce di nuovo a tornare a governare il Paese con azioni politiche ed economiche che vedono l'impresa, il lavoro e la creazione di valore come un tema importante. Il lavoro non si crea con i decreti, si crea con gli imprenditori, con le imprese e anche con il rischio».

«Penso che il lavoro del sindaco Brugnaro per la città sia stato un lavoro ottimo ed è un bene per i veneziani la ricandidatura del sindaco. Voglio far sapere che noi ci saremo, anche nella giunta attraverso l'ingresso di Giorgio D'Este, assessore alla Sicurezza, in Fratelli D'Italia. La sicurezza è proprio una delle materie in cui l'amministrazione ha dato il meglio di sè. Qualche mese fa sono arrivata alla stazione di Mestre, una zona che era in mano alla mafia nigeriana, qualche tempo dopo qui è arrivata la polizia a ripulire la zona. Questi sono i temi sui cui FdI lavora e su questi ci siamo trovati bene e in sintonia con il primo cittadino di Venezia».

'Alternativa'

«Venezia torna a reclamare un ruolo e da qui anche a favore della nazione. Qui siamo riusciti a dimostrare che è possibile efficientare e abbassare il debito pubblico, con umiltà e coraggio. Giorgia la conosco da molto, come persona e come mamma di una bellissima bimba, ma non ho mai avuto tessere di partito. Assieme stiamo cercando una strada per il paese e per le persone che lavorano. Vogliamo offrire ai cittadini un’alternativa provabile», conclude Brugnaro.

L'opposizione e il sindacato Spi

«Da sindaco civico a sindaco di estrema destra, oggi si concretizza quello che era ormai evidente da tempo. Venezia è una città aperta e antifascista, i nostalgici del ventennio sono un'offesa per i veneziani», scrivono Giorgio Dodi, segretario del Partito Democratico, e Monica Sambo, capogruppo Pd in Consiglio comunale. «Linguaggio inaccettabile - commenta Daniele Tronco, segretario generale dello Spi Cgil Metropolitano di Venezia -. Il sindaco nel ribadire la sua intenzione di ricandidarsi con l'appoggio di Fratelli d'Italia, presenta Venezia come il luogo in cui il centrodestra riesce di nuovo a tornare a governare il Paese, attraverso azioni e politiche mirate. L'entrata in giunta dell'assessore D'Este aderente a Fratelli d'Italia, supportato dalle parole di elogio della leader del suo partito, Giorgia Meloni, che plaude alle azioni sulla sicurezza fin qui prodotte dal sindaco - continua Tronco – ci deve vedere uniti nel rafforzare il sentimento antifascista, che ha da sempre visto la nostra città in prima linea a difesa della libertà e della democrazia. Venezia è e rimarrà una città antifascista, da sempre aperta all'accoglienza e alla diversità».

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