Calca su bus e treno in emergenza Covid19: partono le interrogazioni

La Regione, dopo la conferenza stampa di giovedì mattina: «L'assessore ai Trasporti De Berti ci sta lavorando». A Venezia ci sarà un rafforzamento mezzi, nonostante le «difficoltà economiche di Actv»

Una foto di utenti a Porto Marghera in attesa del bus

Mezzi pubblici, bus e treni ai tempi del Covid 19: da mercoledì sera la palla passa alla Regione, perché in base al nuovo decreto del premier Giuseppe Conte: «Il presidente della Regione può disporre la programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza coronavirus sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali». Eventualmente, «il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il ministro della Salute, può disporre, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus, la programmazione con riduzione e soppressione dei servizi automobilistici interregionali e di trasporto ferroviario, aereo e marittimo, al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali».

Mentre la maggior parte dei negozi ha chiuso i battenti, contribuendo a contenere contatti fra persone e circolazione, come era nell'intento del decreto governativo, gli stabilimenti industriali continuano a funzionare e un eventuale taglio alle corse dei mezzi pubblici rischia di produrre effetti contrari alle disposizioni sanitarie che impongono la distanza minima di un metro fra le persone. Già il problema era emerso qualche giorno fa, quando negli autobus Actv del trasporto locale del Veneziano sono comparsi nastri rossi e catenelle per distanziare il conducente dal resto degli autenti a bordo del mezzo. Con il blocco, di conseguenza, della porta anteriore, da parte dell'autista per l'accesso all'autobus, e una riduzione dello spazio disponibile a bordo. La situazione di affollamento estremo dei mezzi pubblici da e per Mestre e Marghera, era già stata ampiamente denunciata in passato, da cittadini e opposizioni, per via delle presenze turistiche e, in corrispondenza dell'orario di uscita dagli stabilimenti di Porto Marghera di centinaia di operai, ammassati già alla fermata e pronti a riversarsi sulle corse disponibili. Bus spesso pieni già a piazzale Roma.

Una situazione che non ha conosciuto soluzione. E che ai tempi del coronavirus si ripresenta come emergenza. Dura la reazione ai video e le foto sui social, del presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin: «Cosa si prescrive la distanza a fare se poi chi deve andare al lavoro o dal medico e deve prendere il mezzo pubblico viaggia in quelle condizioni?». Ieri l'interrogazione a firma Sambo, Rosteghin, Pellicani, Fiano e Pelizzato è tornata sulla questione. «Si interroga il sindaco per sapere se intenda attuare misure atte a rafforzare le linee Actv più esposte ai rischi di affollamento, anche rimodulando il servizio o casomai - temporaneamente all’emergenza in atto, prevedere la gratuità dei parcheggi in città per chi si reca al lavoro, permettendo quindi al maggior numero possibile di cittadini di recarsi al lavoro evitando l’uso dei mezzi pubblici e quindi il sovraffollamento degli stessi - o dedicando corse - ai lavoratori della Sanità che devono raggiungere le strutture ospedaliere, da San Giuliano (garantendo la gratuità dei parcheggi) e da Piazzale Roma». Difficile l'aumento delle corse, visto che, ha commentato il presidente Actv Luca Scalabrin: «Il calo di passeggeri, soprattutto turisti, sta inevitabilmente mettendo la società in difficoltà». Sempre la partecipata del Comune di Venezia fa sapere che già oggi dovrebbero essere potenziate le linee con fermata a Fincantieri negli orari di uscita dei lavoratori. I turni dei dipendenti avrebbero subito una modifica di cui Actv non era a conoscenza. Giovedì mattina Avm ha comunicato alcune modifiche al servizio di navigazione: dalle 12:00 circa le linee di navigazione 2/ (2 barrato), 3 e 6 vengono temporaneamente sospese; linea 3 ultima corsa da p.le Roma alle 12.10; linea 6 ultima corsa da p.le Roma alle 12.21; linea 2/ (2 barrato) ultima corsa da p.le Roma alle 11.15.

L'opposizione si è fatta sentire in Regione invece per quanto riguarda la situazione treni. «Oggi, giovedì 12 marzo, sul treno partito da Bassano alle 6.14 con arrivo a Mestre alle 7.22, è intervenuta la polizia per far scendere i passeggeri a causa dell’eccessivo affollamento - ha scritto il consigliere Bruno Pigozzo del Pd, dopo le segnalazioni di alcuni pendolari sull’episodio avvenuto -  Pur comprendendo che in una situazione di assoluta emergenza sia necessario rimodulare il servizio e provvedere ad aggiustamenti, si devono sempre tutelare i viaggiatori. Invito perciò la Regione, in particolare l’assessore ai Trasporti De Berti e il presidente Zaia a intervenire nei confronti di Trenitalia e di tutte le altre aziende di trasporto pubblico richiamandole a un comportamento responsabile».

La Regione, dopo la conferenza stampa di giovedì mattina del presidente Zaia, ha confermato che l'assessore De Berti se ne starebbe occupando, con attenzione anche a quello che riguarda un altro aspetto del decreto Conte di mercoledì sera: le amministrazioni pubbliche. «Fatte salve le attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza - dovrebbero, dice la disposizione - assicurare lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza». Anche a questo sta lavorando l'entourage del governatore.
 

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