Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La campagna elettorale del Pd parte dalla casa

«Cambiare Insula, farne un'agenzia di manutenzione e anche assegnazione degli alloggi per accorciare i tempi». Ecobonus per riqualificare il patrimonio edilizio del territorio comunale. Municipalità, rapporti con le altre liste, grandi navi e porto nel dibattito

 

Inizia al quartiere Pertini di Mestre, in piazzetta Alda Merini, la campagna elettorale del Pd oggi, sabato 27 giugno, e va dritto al tema della casa: patrimonio pubblico, gestione comunale, abitazioni sfitte ed emergenza alloggi. Partire dall'opportunità di riqualificazione e rigenerazione offerta dall'ecobonus del governo Conti, a cominciare dagli enti pubblici, coinvolgendo i privati per riorganizzare gestione, manutenzione e assegnazione degli immobili: «occorre rimettere mano a Insula - dice introducendo il dibattito del Partito Democratico il consigliere comunale del Pd Emanuele Rosteghin - Se all'amministrazione spetta il compito politico di indire bandi, creare graduatorie, e stabilire gli aventi diritto, Insula deve essere messa nelle condizioni di collegare nel minor tempo possibile le domande con gli alloggi che si liberano o risultano nelle condizioni di poter essere abitati. Quindi far entrare chi possiede i requisiti».

Insula

Ci sono in territorio comunale più di 200 alloggi sistemati pronti per essere assegnati. Altri 770 sono fuori comune, 43 in manutenzione, 245 in programmazione di manutenzione, 375 totalmente sfitti e 79 da valutare perché particolarmente vetusti, ricorda Rosteghin. «C'è una esigenza evidente di case, circa 3 mila richieste ammesse nella graduatoria provvisoria del Comune, formata lo scorso anno, e c'è un lasso di tempo tra il momento in cui l'abitazione si libera e quello in cui viene riassegnata. In questo arco temporale scattano costi per l'amministrazione, c'è il deperimento dell'immobile, e ci possono essere occupazioni, come quelle avvenute qualche giorno fa al Circus - ricorda - per cui abbiamo presentato un'interrogazione. Dobbiamo tagliare i tempi di riassegnazione. L'amministrazione comunale libera ogni anno 100 alloggi. Serve costituire una specie di pre-assegnazione, rendendo unico l'ente strumentale, Insula, che assegna e che fa le manutenzioni. Ora l'ecobonus (che deve essere approvato) è utilizzabile anche per le case comunali e per enti che gestiscono case pubbliche. L'opportunità può essere quella di rendere Insula una agenzia della casa».

Il decentramento

Il sottosegretario al ministero dell'Economia Pier Paolo Baretta, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra alle comunali 2020, si avvicenda al coinsigliere: «Venezia è una città d'arte senza eguali nel mondo con il suo enorme patrimonio, ma non solo questo. È Zelarino, Campalto, Gazzera, Murano, Burano, Lido. A Venezia non ci sono centri o periferie. Ma luoghi diversi con particolarità che vanno valorizzate. Essere partiti dal quartiere Pertini oggi ha un significato per tutto il territorio comunale - e cè anche Giorgio Rocelli del comitato di quartiere -. Le Municipalità in questo senso devono riprendere il loro ruolo, con l'ascolto e la partecipazione dei cittadini. Siamo in partenza per un viaggio, che ci porta il 20, 21 settembre a cambiare l'amministrazione comunale. Le prossime settimane di luglio incontreremo le varie istanze della città per mettere assieme quello che pensiamo con quello che i cittadini vogliono».

Martini e le navi

«L'obbiettivo è cambiare l'amministrazione, o adesso o al ballottaggio - continua Baretta - bisogna essere tutti insieme per raggiungere il risultato. Questa è l'impostazione e in base a questa configuro i rapporti con chiunque - afferma il sottosegretario. Il riferimento è al presidente di Municipalità di Venezia, Giovanni Andrea Martini -. Con i 5 Stelle a livello locale c'è un rapporto di dialogo anche sul tavolo della coalizione che discute delle Municipalità, in cui abbiamo dato disponibilità sia a Martini che ai 5 Stelle. Il problema delle grandi navi è superato - prosegue -. Se vogliamo tenere nell'Alto Adriatico le grandi porta container, che non entreranno mai in laguna, bisogna immaginare una soluzione di porto d'altura che non impedisce l'attracco per le grandi navi e che deve essere collegato a terra, non lontano dalla costa. Il collegamento ferroviario, ad esempio, supera l'idea dell'off shore». No allo scavo di nuovi canali, sì al porto rinfuse e limite alle grandi porta container. Ma, spiega Baretta, sarebbe un peccato che l'alto Adriatico perdesse la capacità competitiva del trasporto merci che vanno verso il centro ed est Europa. «Un porto d'altura potrebbe servire il bacino, comprese le grandi navi. Su questo si deve tenere conto che con il coronavirus sta cambiando tutto il ragionamento attorno alle navi da crociera, non solo nel breve periodo. Il problema su questo non c'è con Martini, né con la città. Penso anche al grande waterfront da San Giuliano a Campalto, alla sua riqualificazione. Sogni? È con i sogni che si cambia la realtà». 

Porto, Mose, liste

«Se chi ha la responsabilità di votare il bilancio ha delle riserve o deve segnalare irregolarità non lo fa il giorno in cui vota, lo denuncia prima alle autorità competenti, al ministero - commenta la bocciatura del rendiconto finanziario 2019 dell'Autorità di sistema portuale Baretta -. Immobilizzare un porto mi pare una responsabilità grave, non è il modo per contribuire al buon funzionamento della città». Sul Mose: «Va completato e presto per evitare la prossima acqua alta, e occorre uno studio indipendente». «Le liste le lascio ai partiti - dice il sottosegretario - ma la coalizione che proponiamo è innovativa. Dall'altra parte ne abbiamo una di destra, visto il peso che la Lega ha nella formazione dentro alla quale Brugnaro si è collocato, e che toglie di mezzo l'equivoco sul civismo del Fucsia. Quella di centrosinistra è una formazione composita e ampia. Comprende Italia Viva, Azione (Renzi e Calenda), Volt, Italia in Comune, Pd, i Verdi e la sinistra riunita: rappresentativa di un fronte riformista, la novità sta qua - afferma il candidato del Pd -. Abbiamo di sicuro bisogno che le liste diano la sensazione precisa di sfida al futuro e il Partito Democratico le scelte le sta già facendo: competenza e innovazione anche generazionale», dice guardando Monica Sambo.

La squadra di Martini

Qualche giorno fa intanto Tutta la Città insieme ha presentanto i suoi "volti", «associati a temi che riteniamo fondamentali per la rinascita della città e per un cambiamento che permetta a tutti di godere della qualità della vita che una città come la nostra, se amministrata bene, può dare a tutti: turismo, lavoro, cultura e decentramento». Questi i nomi: Monica Coin - decentramento, Elisabetta Tiveron - cultura, Franco Migliorini - turismo, Enrico Tonolo - lavoro.

gruppo governo tutta la citta insieme Martini-2

Potrebbe Interessarti

Torna su
VeneziaToday è in caricamento