Provincia di Venezia addio, Venezia sarà città metropolitana dal 2013

La titolare di Ca' Corner Francesca Zaccariotto annuncia ricorso. Il primo "sindaco" di questa nuovo Ente sarà Giorgio Orsoni: "Nuova pagina tutta da scrivere, al Paese servono scossoni"

Ca' Corner, sede della Provincia di Venezia

C'è anche Venezia tra le dieci Province che dal 1 giugno 2013 saranno soppresse e si trasformeranno in città metropolitane. Nella bozza più recente del decreto di governo in materia di spending review figurano anche le province di Roma, Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria.

 

Una mezza rivoluzione. Il territorio della città metropolitana, infatti, coinciderà con quello della provincia soppressa. Gli organi rappresentativi saranno il Consiglio e il sindaco metropolitani. I membri del Consiglio sono eletti tra i sindaci dei comuni dell'area. Il primo cittadino della città metropolitana sarà il sindaco della città capoluogo, quindi Giorgio Orsoni.

Il Consiglio provinciale di Ca' Corner, eletto nel 2009, concluderà i propri lavori un anno prima del proprio mandato. Dopodiché si aprirà una fase nuova sia per i territori in gronda, sia per quelli di terraferma. Ma il presidente della Provincia Francesca Zaccariotto non ci sta e annuncia di ricorrere al Tar per violazione della Costituzione. "Il personale rimarrà lo stesso - afferma - mi spieghino come si fa a risparmiare così". Venerdì dovrebbe essere presentato il decreto sulla spending review, giudicata peraltro "deludente" dal primo cittadino di Venezia, rappresentante Anci per i comuni delle città metropolitane. Secondo Orsoni "questo Paese ha bisogno di scossoni radicali".

E su quanti tra i primi cittadini della provincia esprimono dubbi sul fatto che sia indicata una supremazia "per decreto" del titolare di Ca' Farsetti, il sindaco veneziano ribatte che "è il capoluogo che coordina, non ci sarà nessuna subalternità".

La città metropolitana assumerà i compiti della Provincia e anche la gestione di alcuni ambiti ora appannaggio della Regione. Nella bozza di decreto infatti si legge che avrà ruoli di "pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali; strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano; mobilità e viabilità; promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale".

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Commenti (1)

  • La peculiarità e specificità del territorio anfibio lagunare debbono essere di specifica conoscenza del politico-amministratore e quindi l'aver vissuto intimamente con tale ambiente per poterlo gestire al meglio. Ora ci chiediamo preoccupati, in una prospettiva futura di Città "Metropolitana" dove il governo e le scelte d'indirizzo strategico verranno dettate da una maggioranza di voti espressi dalla terraferma, avremo amministratori (come già accade ora), incompetenti e ignoranti del delicatissimo e diversissimo territorio lagunare rispetto alla terraferma (due stili di vita opposti). Dio mio, che San Marco ci salvi !!!

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