Zaccariotto in trincea: "Mai sotto Venezia, piuttosto andrei con Treviso"

La presidente della Provincia parla da sindaco di San Donà di Piave: "Perché dovrei affidarmi ai servizi lagunari? Actv fa acqua da tutte le parti. E poi Orsoni chi l'ha eletto? Logico il ricorso"

Non ci sta la presidente Francesca Zaccariotto a rimanere "vittima" della riorganizzazione degli enti locali voluta dal governo Monti. Titolare della Provincia, da giugno 2013 dovrebbe decadere per lasciare spazio alla città metropolitana, alla cui guida ci sarà il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. E proprio la città lagunare finisce nel mirino.

 

Il discorso della Zaccariotto, in quanto sindaco di San Donà di Piave, è semplice: "Piuttosto meglio andare con Treviso", spiega a La Nuova Venezia. Il Veneto orientale, secondo la presidente della Provincia, si sentirebbe più in sintonia con la Marca che con la laguna. Anche per un discorso di servizi: "Venezia finirebbe per prendersi tutti i soldi, è una città speciale e unica - spiega Zaccariotto - Bene, lo resti. Perché dovrei rinunciare a una società dei trasporti come Atvo (il trasporto pubblico locale della zona, ndr) per andare con Actv che fa acqua da tutte le parti? E affidarmi a Veritas... Quando i residenti mi segnalano un problema a un cassonetto dovrei aspettare un mese e mezzo prima che qualcuno intervenga. E poi: ma chi l’ha votato Giorgio Orsoni?". La risposta del primo cittadino lagunare è tranchant: "Vadano pure con Treviso".

 

Una querelle comunque destinata a durare nel tempo, visto che con ogni probabilità la rioeganizzazione degli enti locali dovrebbe uscire dal decreto in discussione sulla spending review per entrare in un altro atto ad hoc ad agosto o immediatamente dopo l'estate: "Ci sono momenti in cui bisogna avere il coraggio di fare il salto - spiega Orsoni - il Paese ha bisogno di scossoni".

La nomina d'ufficio del nuovo "leader" di questa nuova organizzazione, transitoria in attesa di uno statuto, è un punto su cui molti "anti città metropolitana" si attaccano: secondo loro bisognerebbe rifare le elezioni. La presidente della Provincia Zaccariotto è scettica anche sull'effettivo risparmio che questa operazione porterà in carniere: "Che fine farebbero i nostri 574 dipendenti? Rimarrebbero tutti, quindi non si capisce dove siano i tagli", conlude Zaccariotto. Con una logica conseguenza: "Logico che faremo ricorso".
 

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