Grandi Navi, Duferco De Piccoli: la soluzione «ambientalista» che al Cavallino non piace

Alcune associazioni del Litorale puntano il dito contro un progetto che, nonostante le rassicurazioni, «devasterebbe la Laguna Nord, l'oasi naturalistica e il tessuto sociale ed economico»

C'è fermento a Jesolo e Cavallino tra le associazioni che temono lo spostamento del transito delle grandi navi verso il Litorale Nord, con l'adozione del progetto Duferco De Piccoli, il Venise Cruise 2.0.

Cosa prevede

Una soluzione che contempla la realizzazione di un terminal alla bocca di porto del Lido, per 4 grandi navi da crociera, a 150 metri dalla sponda, per ridurre l'impatto ambientale. I crocieristi, sbarcati dalle navi, arriverebbero in Marittima, e da qui, a bordo di una motonave eco-compatibile fatta a catamarano, verrebbero portati davanti a San Marco. La costruzione del nuovo terminal è stata messa da parte dopo il Comitatone del 2017, con il ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio, e la preferenza del transito attraverso Porto Marghera.

Un piano che a oggi non convince le amministrazioni di Cavallino Treporti e Jesolo, preoccupate per l'impatto economico e sociale sul Litorale della presenza delle grandi navi turistiche, e che non piace ad alcune associazioni locali, convinte che un disegno del genere devasterebbe la Laguna Nord e l'oasi naturalistica di Punta Sabbioni (una delle ultime ormai rimaste dell'alto adriatico).

La torretta

«Gli ambientalisti veneziani - scrivono i Verdi del Litorale - da una parte dichiarano di voler tutelare il paesaggio, e quindi bandiscono la costruzione di una torretta di controllo alta 15 metri, prevista dai progetti del Mose. Dall'altra tacciono davanti alla possibilità che ne possa venir realizzata una di 70 metri, per le grandi navi, a Punta Sabbioni, alla bocca di porto del Lido».

Tommaso Cacciari del movimento No Grandi Navi a Venezia sui grattacieli del mare

Moto ondoso

Perplessità vengono espresse anche sul moto ondoso e sulle motonavi ecologiche di trasporto passeggeri. Scrive il comitato: «Chi le deve costruire e pagare, visto che nel progetto non sono di competenza Duferco?». Altri dubbi riguardano lo smaltimento dei rifiuti o le conseguenze delle grandi navi sul diportismo locale.

Proposte

Due sono le soluzioni accettabili per i Verdi del Cavallino: «La prima è l'opzione zero, nessuna nave sopra le 40 mila tonnellate. La seconda, vista la storia di Venezia e la necessità di recupero di aree depresse a Marghera, incluso il canale dei Petroli, è quella dello stazionamento al porto San Leonardo delle navi, cioè ai primi margini della laguna, una soluzione utile all'economia e alla salvaguardia del territorio».

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