Le code all'aeroporto arrivano fino al ministero: "Save venga sanzionata"

Continuano le polemiche sullo "sciopero degli investimenti" della società di gestione del Marco Polo, che ha portato a disagi martedì scorso. Interrogazione del Pd al ministro Passera

Non accennano a diminuire d'intensità le polemiche per i disservizi che si sono registrati all'aeroporto Marco Polo martedì scorso, quando alcuni varchi d'ingresso non sono stati aperti in corrispondenza di un momento di "pienone" di passeggeri come forma di protesta, voluta da Enrico Marchi, presidente di Save, società di gestione dello scalo lagunare, nei confronti di Enac, "rea" di non aver firmato da 12 anni l'accordo di programma che permetterebbe alla società di adeguare le tariffe aeroportuali.

Più che braccio di ferro in questo momento ci si trova di fronte a una sorta di "guerra di posizione", con Save che non intende fare un passo indietro rispetto alla "forma" della protesta. Ma code e caos non sono piaciuti all'Ente nazionale per l'aviazione civile che ha avviato accertamenti per capire se la causa principale dei disservizi sia stato lo "sciopero degli investimenti" di Save. In ballo ci sarebbe la convenzione stessa stipulata tra Enac e la società di gestione.

Se Save quest'oggi tace, e l'Ente nazionale per l'aviazione civile ribadisce i controlli in essere, sono molte le dichiarazioni che si schierano contro la "strategia" perpetrata dal presidente Marchi. In primis il segretario nazionale della Filt Cgil Mauro Rossi, secondo cui "serve aprire un tavolo istituzionale di confronto sull’industria italiana del trasporto aereo piombata in una crisi strutturale dove è in atto una guerra tra poveri che scarica i peggiori effetti sui i lavoratori e sui consumatori".

Sulla stessa linea il deputato del Pd Andrea Martella, che ha presentato un'interrogazione al ministro dei Trasporti Corrado Passera: "Non è accettabile che l'attuale situazione di stallo al Marco Polo, dovuta allo 'sciopero degli investimenti' voluto da Enrico Marchi, venga fatta pagare all'utenza, costretta a subire forti disagi all'interno di uno dei maggiori scali aeroportuali d'Italia".

Rincara la dose Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori: "Il presidente di Save, Enrico Marchi, si è comportato come un presidente alle prime armi - commenta - Ha fatto fare una figuraccia a Venezia e al Paese intero, dato che il Marco Polo è il terzo scalo italiano. E ha creato disagi immensi e inaccettabili per i passeggeri. Comportamenti del genere non devono e non possono essere più tollerati".

"Ora il ministero chiediamo di mettere la parola fine a questa annosa vicenda - dichiara il deputato dell'Unione di Centro Antonio De Poli -. Gli unici a farne le spese come al solito saranno i cittadini e i visitatori che arrivano al Marco Polo". L'esponente Udc sottolinea che "al di là delle ragioni di chi protesta, bisogna garantire uno standard qualitativo e non si può protestare senza tenere conto dell'impatto sull'utenza finale". Si può protestare, sostiene, "ma senza che il Veneto si faccia un autogol".

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