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Il Comitato No Grandi Navi non ci sta: "Così non si salva la Laguna"

Il portavoce Silvio Testa attacca l'intesa tra Costa e Clini: "La scelta di Malamocco non vorremmo sia per evitare i costi di smantellamento della piattaforma dopo il varo del Mose"

"Se il decreto del governo vuole regolamentare le rotte nei pressi dei siti sensibili, evidentemente per il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, la laguna di Venezia non è un sito sensibile". Commenta in questo modo Silvio Testa, portavoce del Comitato No Grandi Navi, l'intesa raggiunta tra il presidente del Porto Paolo Costa e il ministro dell'Ambiente Corrado Clini. "Aver portato il governo a togliere le navi da crociera dal Bacino di San Marco è un primo risultato - commenta - ma non ci basta perchè ciò non può avvenire a discapito della Laguna, mantenendo al suo interno e comunque all'ormeggio in città tutte le criticità (inquinamento dell'aria, devastazione dei fondali, rumori, vibrazioni) e aggiungendovi lo scavo di un enorme canale che finirà per portare il Canale dei Petroli nel cuore di Venezia".

La costruzione di una piattaforma marittima alle Bocche di Porto di Malamocco, sfruttando le infrastrutture temporanee per la costruzione del Mose, lascia il leader del comitato interdetto: "L'idea di incardinare a più lungo termine il porto croceristico sulla piattaforma logistica a Malamocco lascia perplessi - spiega Silvio Testa - perchè Pellestrina è un'isola e anche lì si presenterà il problema di trasportare a terra i passeggeri esattamente come se si trattasse di un attracco in mare. Restiamo in attesa di capire meglio - conclude - perchè non vorremmo che l'unica ragione per preferire Malamocco a un'altra soluzione per estromettere le grandi navi dalla laguna sia il risparmio degli enormi costi previsti per lo smantellamento della piattaforma una volta conclusi i lavori del Mose".
 

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