Stop alla "Festa dei popoli padani" a Venezia, la signora Lucia: "Alleluia!"

"Lady tricolore" divenne famosa dopo quel "Lo metta nel cesso, signora" che nel 1997 proferì Bossi durante un comizio in riva degli Schiavoni mentre lei sventolava la bandiera italiana

Ha battagliato per anni con Umberto Bossi, dalla finestra della sua casa affacciata in Riva Sette Martiri, e oggi Lucia Massarotto, la cittadina veneziana assurta suo malgrado per questo alla notorietà, non trattiene la soddisfazione per l'annullamento della "Festa dei popoli padani" a Venezia. "Cosa mi vien da dire? Alleluia!" risponde la 'signora Lucia' al telefono dalla sua nuova casa.

Dal novembre 2011, infatti, la sua famiglia non occupa più il secondo piano della palazzina rossiccia che sorge davanti a dove veniva piazzato il pontone galleggiante della Lega. "Sono persone quelle della Lega che comunque non ammiro - dice all'Ansa - ma sinceramente un po' di dignità questa volta l'hanno dimostrata. Dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il loro movimento non vedo poi cosa dovessero festeggiare, e Venezia comunque non era, non è mai stata, un palco adatto a loro".

Schietta come sempre, Lucia Massarotto non mostra nostalgia per i suoi duelli a distanza con il Senatur - celebre quello iniziale con il tricolore sventolato dalla donna, e la battuta becera sulla carta igienica fatta da Bossi -. "Io con Bossi - conclude - non ho mai battagliato in verità, ho semplicemente manifestato il mio dissenso dalle loro posizioni. Maroni più simpatico? Assolutamente no". (Ansa)
 

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