Il commissario arriva in laguna: "Ce la faremo con l'aiuto della città"

Vittorio Zappalorto giovedì mattina si è insediato nell'ufficio che fu di Orsoni. Sul bilancio: "Cercheremo di non far pesare i tagli ai cittadini"

Vittorio Zappalorto e Domenico Cuttaia

È stato atteso a lungo, molto più di quanto inizialmente supposto, ma alla fine, alle 19 di mercoledì, il nome del commissario prefettizio che guiderà Venezia fino alle prossime elezioni è arrivato: si tratta di Vittorio Zappalorto, 58enne di origini trevigiane con una grande esperienza in fatto di gestioni commissariali e che quindi potrebbe muoversi più agilmente in quell'intricato ginepraio che è l'amministrazione della laguna. Nel tardo pomeriggio di giovedì, poi, la nomina a sub-commissario il dirigente della prefettura di Venezia Natalino Manno.

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IL BILANCIO DI PREVISIONE - Serve subito iniziare con il piede pigiato sull'acceleratore, ma d'altronde non poteva essere altrimenti. All'orizzonte, naturalmente, si staglia soprattutto il bilancio di previsione 2014. Che dovrà essere redatto entro il 2014: "In ogni atto del genere ci sono delle decisioni da prendere - spiega - serve capire se ci sono sovrapposizioni o realtà che non funzionano. Lì si dovrà tagliare. Cercherò di scegliere senza troppi sacrifici per la cittadinanza". Il discorso cade anche sulle municipalità. Rimarranno in piedi: "Lasciatemi vedere le carte, poi decideremo", spiega. Sottolineando quel verbo al plurale poiché si attende anche la nomina da parte del prefetto dei sub-commissari. La nuova guida lagunare non intende comunque chiudere le porta in faccia ai cittadini e, anzi, ha già annunciato che le decisioni saranno prese in maniera “collegiale”, interpellando i rappresentanti delle categorie per comprendere meglio il quadro complessivo.

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IL PASSAGGIO DI CONSEGNE - Poi di corsa a Ca' Farsetti, per il passaggio di consegne con il sindaco Giorgio Orsoni ("con lui una verifica di cassa, come si fa sempre in questi casi"). Un incontro formale, senza grossi strappi all'etichetta. "Acceto questo incarico con serenità perché so di essere circondato da una struttura amministrativa solida - ha sottolineato Zappalorto - Sono professionisti e persone per bene. Quindi non drammatizzerei le cose". Sul tavolo naturalmente tante incognite. Su cui si aspettano decisioni anche da Roma. In primis, naturalmente, la data delle nuove elezioni: "Stando così le cose - ha spiegato Zappalorto - il mio incarico durerà fino alla primavera prossima. Sempre che il governo non istituisca una finestra temporale questo autunno". La sensazione, però, è che il "limbo" durerà ancora molti mesi.

CHI E' IL COMMISSARIO DI VENEZIA?

"COMMISSARIO METROPOLITANO"? - Di conseguenza un altro nodo si profila all'orizzonte, la città metropolitana: "Se la legge prevede certe scadenze per me dovranno essere rispettate - dichiara il commissario, intendendo che dal 1 gennaio prossimo dovrebbe nascere il nuovo Ente - Se non ci sarà il sindaco, sarà il commissario. Io penso che la città metropolitana di Venezia serve alla città e anche alle altre province. Sono convinto di questo progetto, nessuno è più convinto di me su questro strumento. Se sarò qua a gennaio è chiaro che mi assumerò le responsabilità che mi competono". Del resto nelle mani di Zappalorto, trevigiano di nascita ma residente in provincia di Padova ("ma troverò il modo di stare a Venezia per più giorni durante la settimana, dividendomi con Gorizia"), si concentrano i poteri di sindaco, Giunta e Consiglio comunale: "Non ho alcuna scusa per tenere le carte nei cassetti - spiega - ma ci sono provvedimenti che credo sia meglio che sia un organo democraticamente eletto a prenderle. Scelte come piani regolatori o altre tematiche che investono il futuro dell'amministrazione".

"AVANTI CON LA SPENDING REVIEW" - Su tutto il resto, pare di capire, Zappalorto non si tira indietro. Anzi. "Avanti con la spending review - dichiara - che peraltro era già in atto in questi anni. Se ci sono ridondanze o sovrapposizioni è meglio che vengano tolte". La necessità, come risaputo, è di trovare in fretta 40 milioni di euro per arrivare al pareggio di bilancio. Inevitabile che quindi qualche parola sul tema con il sindaco Orsoni sia stata scambiata: "Abbiamo parlato dei problemi della città", rimane sul vago il commissario, che poi sul Mose è netto: "L'ho visto soltanto in televisione e non so come funziona - spiega - se c'è stato un progetto e sono stati spesi tanti soldi io credo che serva. Ma lo scandalo che poi ha portato a questa situazione è una vicenda che riguarda solo la politica. L'amministrazione di Venezia - conclude - non è stata assolutamente toccata. Sono due realtà distinte".

LA PRIMA INTERVISTA AL COMMISSARIO

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