Arsenale, dopo la "battaglia" si tratta prima che firmi Giorgio Napolitano

"Filo rosso" tra sindaco Orsoni e ministro Passera. Si va verso una soluzione di compromesso. Si discuterà della questione in un Consiglio comunale straordinario. Concessioni nel mirino

Dopo la "battaglia", ora si tratta. Lo "scippo", come lo chiamano dalle parti di Ca' Farsetti, dell'Arsenale da parte del governo Monti continua a tenere banco. Sia tra i cittadini che tra i politici. I contatti del sindaco Giorgio Orsoni con il ministro dell Infrastrutture Corrado Passera, titolare del decreto sull'Italia Digitale all'interno del quale sono state inserite le sette righe "incriminate" con cui si riassegna la parte nord dello storico "Arzanà" al Demanio, si sono intensificati. Ora il dl è al vaglio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che dovrà firmarlo. Poi il tutto dovrà passare al Senato. Ma la volontà del primo cittadino lagunare è che il bianchetto si utilizzi prima che il titolare del Quirinale firmi.

Oggi a Roma è previsto una riunione cruciale sulla vicenda Vinyls a Roma: non è escluso che emissari di Ca' Farsetti bussino alle porte di esponenti del governo per perorare la propria causa. Intanto Orsoni lunedì ha parlato alla commissione dei Capigruppo, andando ancora una volta giù duro: "C'è la necessità di ristabilire le gerarchie istituzionali, di riportare al Comune la gestione delle politiche generali della città. Venezia patisce uno smembramento delle competenze che non trova pari in Italia", ha dichiarato.

Della questione si parlerà in un Consiglio comunale straordinario, forse proprio all'Arsenale. E se con ogni probabilità bisognerà trovare un compromesso, le "previsioni" parlano di un Arsenale al Comune, mantendendo una concessione a termine per la salvaguardia dello stesso al Consorzio Venezia Nuova sulla salvaguardia della parte nord.
 

ARSENALE ALLO STATO, POLEMICHE IN LAGUNA

LA RACCOLTA FIRME "Arsenale bene comune"

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