Mafie: «Inevitabili altre sorprese, siamo all'inizio di un filone»

A dirlo è il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto. «Forse siamo stati ingenui come cittadini, forse è stata sottovalutata la pericolosità di certe persone»

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Mafie e criminalità in Veneto, un'altra inchiesta scuote il territorio. Mercoledì in piazza Ferretto mentre il nuovo sistema Mercurio, in dotazione alla questura di Venezia, viene presentato come risposta alle sempre più forti richieste di sicurezza dei cittadini, l'ombra delle infiltrazioni mafiose torna alla ribalta con i risultati dell'operazione della procura, presentati a Venezia. «È inevitabile che ci saranno altre sorprese - dice il prefetto Vittorio Zappalorto -, siamo all'inizio di un filone d'inchiesta». Eppure sarebbe sbagliato lasciarsi soggiogare da quello che sta emergendo, che di sicuro non rispecchia un territorio sano, afferma Zappalorto. «Dobbiamo ricordare che il 99% degli imprenditori veneti è fatto di gente onesta, forse - spiega Zappalorto - siamo stati un po' ingenui, abbiamo sottovalutato certe persone e certe azioni».

«Una foresta di cittadini per bene»

Sulla stessa linea il governatore del Veneto, Luca Zaia: «Il rumore dell'albero che cade non può mettere in ombra l'intera foresta di gente per bene, delle persone oneste che operano, vivono, lavorano, senza fare rumore ma rappresentando realmente il territorio. È una cultura della legalità che deve affermarsi con forza, a partire  dai bambini». «Chi commette reati deve sapere che in Veneto verrà scoperto e punito. Il plauso va a tutte le forze dell'ordine, uomini e donne, che giorno e notte lavorano per garantirci la sicurezza. Bisognerebbe probabilmente pensare alle disposizioni di legge, anche a quella sul confino piuttosto, perché se si mette del marcio in mezzo a quanto c'è di buono, si possono correre rischi - spiega il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro -. C'è da dire che sul nostro territorio si sta indubbiamente diffondendo un cambiamento di cultura e a dircelo sono vari segnali come la diffusione delle autonomie che stiamo sostenendo».

Autonomia

Riflette sulle potenzialità dell'utonomia infine, il governatore Zaia, anche in merito alle carenze manifeste e che preoccupano in alcuni settori, come la Sanità, per la mancanza di personale, e la scuola, per la carenza di addetti e insegnanti. «Più possibilità non solo dal punto di vista economico, ma del rapporto più diretto e di vicinanza delle istituzioni ai cittadini e alle esigenze del territorio. L'autonomia consentirebbe di programmare e prevedere i fabbisogni nei settori chiave, non stiamo sostenendo una secessione per i ricchi che affama il sud - spiega Zaia -, si tratta semplicemente di applicare la Costituzione».

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