Elezioni europee 2019, la guida al voto: tutto quello che c'è da sapere

Le ultime notizie sulle elezioni europee 2019, le più importanti per l'Unione europea dalla sua fondazione e le prime dopo la Brexit. In provincia di Venezia coincidono con la votazione per 15 sindaci

Nella primavera del 2019 si terranno le none elezioni europee per il rinnovo dei deputati che rappresentano i paesi membri dell'Ue all'interno dell'Europarlamento di Bruxelles. Il Parlamento europeo è l'unica istituzione europea i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini. Nella città metropolitana di Venezia le elezioni europee coincidono con quelle amministrative per l'elezione dei sindaci di quindici comuni.

La guida al voto di Today

Elezioni europee 2019: quando si vota

elezioni europee 2019 circoscrizioni italia-2-2In Italia si voterà domenica 26 maggio 2019, dalle ore 7 alle ore 23. Ai fini delle votazioni, l'Italia viene divisa in cinque circoscrizioni elettorali: nord-occidentale (circ. I), nord-orientale (circ. II), centrale (circ. III), meridionale (circ. IV), insulare (circ. V).

Elezioni europee 2019: come si vota

Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa che vi verrà consegnata al seggio, un segno X sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta.

Si possono esprimere fino a tre preferenze per candidati della stessa lista. Nel caso si esprimano tre preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso pena l'annullamento.

Gli elettori italiani che risiedono negli altri Stati membri dell’Unione europea e che non intendono votare per i membri dello Stato ove risiedono, possono votare per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, presso le sezioni elettorali appositamente istituite nel territorio dei Paesi stessi presso i consolati d’Italia, gli istituti di cultura, le scuole italiane e gli altri locali messi a disposizione dagli Stati membri dell’Unione.

Votando all'estero presso le sezioni elettorali istituite dagli Uffici Consolari, si vota per le liste dei candidati italiani presentate nella circoscrizione alla quale appartiene il Comune di iscrizione elettorale del votante.

In vista dello svolgimento delle consultazioni elettorali le amministrazioni delle società ferroviarie, autostradali, flotte e compagnie di navigazione aerea e marittima normalmente provvedono ad applicare agevolazioni tariffarie,  anche in base alle convenzioni in essere con il ministero dell'interno.

Elezioni europee 2019, chi vota

Possono votare tutti i cittadini cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del proprio Comune che avranno compiuto il 18° anno di età entro il 26 maggio 2019. Sono elettori anche i cittadini degli altri Paesi membri dell’Unione europea che, a seguito di formale richiesta, abbiano ottenuto l’iscrizione nell’apposita lista elettorale del comune italiano di residenza.

Elezioni europee, le liste

Il sistema elettorale delle elezioni europee prevede un voto proporzionale, quindi alle liste. Non vi sarano così contrapposizioni tra coalizioni, ma un voto ai partiti che vorranno formare una lista comune.

Se Lega e Movimento 5 stelle hanno già da tempo definito l'intento di correre ognuno per conto proprio, composito è il panorama tra i vari partiti nazionali.

Sovranisti conservatori. È questa la nuova scritta che si aggiunge al tradizionale simbolo di Fratelli d'Italia, con il quale il partito si presenterà alle prossime elezioni europee. A lanciarlo Giorgia Meloni nel corso dell'assemblea nazionale svolta a Firenze. Nella stessa sede è stato annunciato che Fdi terrà una conferenza programmatica il 14 e 15 aprile prossimi, per aprire la campagna elettorale, presentando programma e candidati.

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha spiegato di essersi candidato per andare a svegliare l'Europa nel Partito popolare europeo.

Pd + Siamo Europei. Una lista comune, con un simbolo comune per il Partito Democratico guidato dal neo segretario Nicola Zingaretti e il manifesto/movimento di Carlo Calenda. «Per le europee si farà una lista comune, con un simbolo comune, metà del Pd e metà di Siamo Europei», spiega l'ex ministro del governo Renzi.

E la sinistra? L'appello di Pier Luigi Bersani ad una lista unica del socialismo europeo non ha ricevuto risposte. Così, potrebbero proporre una lista con il simbolo della vecchia Rosa nel pugno.

Per le Europee nasce alleanza tra +Europa e Italia in Comune, il movimento che fa capo al sindaco di Parma Federico Pizzarotti si presenta per la prima volta alle urne con la lista +Europa di Benedetto Della Vedova e Emma Bonino.

Corsa solitaria per i Verdi per la diversità di vedute su Tav e altre grandi opere.

Possibile, il movimento fondato da Pippo Civati potrebbe seguire l'appello di Francesco Laforgia e Diem25, il movimento transnazionale di Varoufakis.

Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni va in cartello con Rifondazione comunista.

Potere al popolo è alle prese con il complicato sistema della raccolta delle firme per presentare la lista. Stesso problema per il rinato Partito comunista italiano, ma anche per Volt, il movimento paneuropeo e progressista fondato da un gruppo di giovani europeisti.

Elezioni, tutti gli ultimi sondaggi

Secondo i dati riportati dall’aggregatore di sondaggi PollofPolls.eu  aggiornati al 4 gennaio 2019, in questo momento gli europeisti restano saldamente una maggioranza. Il Partito Popolare Europeo che ha in pancia anche i voti di Forza Italia, raggiungerebbe ad oggi quota 177 seggi e potrebbe restare il primo gruppo del Parlamento Europeo. Il Partito Socialista Europeo a cui è affiliato il Partito Democratico non dovrebbero superare i 136 seggi. In terza posizione con 96 seggi i liberali di Alde, un gruppo rinvigorito dall’adesione del movimento politico del presidente francese Macron En Marche!

E Lega e 5 stelle?

Il gruppo Europa delle Nazioni e liberta (Enf) in cui la Lega siede a Bruxelles insieme ai deputati del Front National di Lepen dovrebbe conquistare 62 seggi, dieci in piu dei del gruppo di sinistra GUE/NGL, dei riformisti dell'ECR e dei 47 che sarebbero appannaggio dei Verdi. Al Movimento 5 stelle che anche in Europa corre solo nel Efdd resterebbero solo 46 seggi.

Un bottino tutto sommato magro nonostante in Italia i dati vedono un exploit della maggioranza di governo. Al Parlamento Europeo infatti occorrono alleanza transnazionali e l'onda giallo-verde non fa proseliti in Europa. Secondo i calcoli di PollofPolls.eu dall’Italia dovrebbero arrivare all’ENF 29 deputati e all’EFDD 24 deputati (solo 7 per i Popolari e 16 per i Socialisti).

Nonostante un brusco calo di popolari e socialisti rispetto al 2014, i gruppi europeisti dovrebbero mantenere il controllo dell’Emiciclo grazie alla crescita di liberali e Verdi.

La composizione del Parlamento europeo

Domenica 26 maggio 2019 gli italiani andranno a votare per eleggere i deputati che andranno a comporre il Parlamento europeo per i prossimi cinque anni e rappresenteranno gli interessi dei cittadini dell'Unione europea. Per legge ogni Stato membro può eleggere al massimo 96 europarlamentari e come minimo 6. Soltanto la Germania al momento ne elegge 96 mentre nel 2014 l’Italia ne eleggeva 73, come il Regno Unito e uno in meno della Francia.

Il 7 febbraio 2018 il Parlamento ha votato a favore di una riduzione del numero dei suoi seggi, che passerebbe da 751 a 705 dopo l'uscita del Regno Unito dall'UE (marzo 2019).  Il numero dei deputati di uno stato membro è calcolato in base alla sua popolazione.

I risultati elettorali influenzeranno anche l'elezione del presidente della Commissione europea: è la procedura del "candidato principale" (Spitzenkandidat).

Il Parlamento europeo stabilisce leggi che riguardano tutti e che vengono recepite nella legislazione nazionale, e decide su come verranno spesi i soldi dell'Unione europea (che sono i soldi dei cittadini europei).

Il Parlamento europeo legifera su materie che toccano la nostra vita di tutti i giorni, come: agricoltura e pesca, sviluppo regionale, protezione dei consumatori e sicurezza alimentare, trasporti, ambiente ed energia, salute, cultura, istruzione e formazione, commercio, concorrenza, ricerca e innovazione.

Quanti eurodeputati elegge ciascun paese

Austria - 19 (+1)
Belgio - 21 (/)
Bulgaria - 17 (/)
Cipro - 6 (/)
Croazia - 12 (+1)
Danimarca - 14 (+1)
Estonia - 7 (+1)
Finlandia - 14 (+1)
Francia - 79 (+5)
Germania - 96 (/)
Grecia - 21 (+1)
Irlanda - 13 (+2)
Italia - 76 (+3)
Lettonia - 8 (/)
Lituania - 11 (/)
Lussemburgo - 6 (/)
Malta - 6 (/)
Paesi Bassi - 29 (+3)
Polonia - 52 (+1)
Portogallo - 21 (/)
Repubblica Ceca - 21 (/)
Romania - 33 (+1)
Slovacchia - 14 (+1)
Slovenia - 8 (/)
Spagna - 59 (+5)
Svezia - 21 (+1)
Ungheria - 21 (/)

Elezioni europee 2019: guida al voto

In Italia la legge elettorale che regola le europee è del 1979, firmata dall’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini. Si tratta di un proporzionale puro al quale nel 2009 è stata poi aggiunta una soglia di sbarramento del 4%. Grazie al voto di preferenza, ogni elettore può scrivere fino a tre nomi presenti in una stessa lista ma sempre rispettando la rappresentanza di genere (non si possono votare tutti maschi o tutte donne, in quel caso il terzo voto viene annullato).

L’Italia quindi viene divisa in cinque circoscrizioni: Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia); Italia nord-orientale (Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna); Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio); Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria); Italia insulare (Sicilia, Sardegna).

Ogni circoscrizione elegge un numero prestabilito di europarlamentari rispettando i criteri proporzionali con uno sbarramento al 4%.

Per iniziare a ragionare intorno alle elezioni europee l’Istituto Cattaneo ha svolto una prima “simulazione” sui seggi che potrebbero spettare ai partiti, stanti le attuali intenzioni di voto. Per compiere tale simulazione abbiamo fatto riferimento ai sondaggi riportati sul sito https://pollofpolls.eu/, nel quale si trovano le rilevazioni sulle intenzioni di voto compiute dai principali istituti di ricerca demoscopica presenti negli Stati membri dell’Unione.

Ipotizzando che i partiti già presenti nell’europarlamento mantengano la loro attuale affiliazione, secondo gli ultimi sondaggi i gruppi parlamentari che subirebbero le perdite maggiori sono quelli al cui interno risiedono i principali partiti tradizionali, cioè il Partito popolare europeo (Ppe) e l’Alleanza progressista dei socialisti e democratici (S&D), mentre accrescerebbero il loro peso i due principali gruppi che hanno un orientamento critico o apertamente euroscettico (Efdd: Europa della libertà e della democrazia diretta; Enf: Europa delle nazioni e della libertà).

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