Non di sola emergenza vive il territorio. Ripartire dalla salvaguardia di Venezia

La legge speciale ha previsto un'attenzione particolare per la laguna. In arrivo i fondi a famiglie e attività colpite dall'alluvione. Sambo: «L'importante è far presto». Favaron: «Gestire i cambi climatici»

Protezione civile a Ca' Farsetti

Un'emergenza ha la forza dirompente di mostrare l'inadeguatezza di una condizione. Agire in emergenza fa ricorrere a tutte le forze e le risorse disponibili, cercando di catalizzarne altre, per riportare la situazione alla normalità. Ma se un'emergenza spesso ritorna, forse non è più eccezionale. Le acque alte a Venezia, negli ultimi 20 anni, si verificano a distanza sempre più ravvicinata. L'opera ingegneristica per ridurre la portata delle alte maree non ha funzionato e non funziona. Tra martedì e mercoledì scorso, superate tutte le più pessimistiche previsioni, con il livello a 187 centimetri di acqua alta, due persone hanno perso la vita, mentre i danni a privati e patrimonio pubblico ammonterebbero a un miliardo, secondo la prima stima del commissario delegato per l'emergenza appena nominato: il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

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Prime misure per Venezia

Il primo cittadino redigerà, entro 40 giorni, un primo piano di interventi per cui il governo ha già stanziato 20 milioni di euro. Nel testo dell'ordinanza si prevedono le prime misure per il ristoro dei danni: 5 mila euro per ciascun privato e 20 mila euro per ciascuna realtà commerciale, produttiva e di culto. Sospese le rate dei mutui delle abitazioni che si sono dovute abbandonare. «Stiamo costituendo una cabina di regia che coinvolgerà anche una squadra di ingegneri e periti per garantire che i cittadini siano informati a dovere - ha detto Brugnaro -. A Venezia in questi giorni è venuta tutta l'Italia - ha continuato il primo cittadino - Avete di fronte una città che vuole stare insieme e vuole darsi da fare». Visita del presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, sabato a Venezia per un sopralluogo assieme, tra gli altri, al sindaco, al presidente della Regione Luca Zaia, al prefetto Vittorio Zappalorto, all'onorevole Nicola Pellicani e ad altri rappresentanti civili e militari, per rendersi conto delle conseguenze del picco straordinario di marea che ha colpito Venezia. A San Marco è arrivata anche una delegazione della nazionale di calcio per manifestare la propria solidarietà alla popolazione. Ma non di sola emergenza potrà vivere Venezia.

La legge speciale

Lo dimostrano i fatti, secondo il Partito Democratico. Giovedì il segretario metropolitano Valerio Favaron, quello comunale Giorgio Dodi, la capogruppo in Consiglio comunale Monica Sambo e il consigliere comunale Emanuele Rosteghin, hanno incontrato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro alle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli. «Abbiamo sollecitato attenzione verso il dramma degli abitanti di Pellestrina e siamo felici che il presidente Conte abbia poi voluto recarsi nell’isola». La sospensioni delle rate dei mutui e delle tasse come la Tari, chieste dal Pd, sono state accolte. «La salvaguardia di Venezia e della sua laguna deve tornare ad essere questione di preminente interesse nazionale, come sancito dalla Legge speciale del 1973 - dice il Pd -. La Regione deve intervenire sulle emissioni, sul clima e la mobilità - precisa Favaron - Ci sono linee ferroviarie con treni a gasolio. Occorre rivedere il piano energetico e destinare risorse per il contrasto al riscaldamento globale, prevedendo la rottamazione dei veicoli inquinanti e sostenendo i servizi di trasporto collettivo. Va gestita la questione del consumo di suolo, e quella dell'inquinamento atmosferico: ancora troppo elevati i valori in entrambi i casi».

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Collaborazione e trasparenza

«Resta la frammentazione delle competenze. O si fa una cabina di regia, con tutti gli enti rappresentati e poteri per governare, o si guarda al comitatone», dice Alessandro Baglioni, membro della segretaria comunale del Pd. «Dispiace che persone come l'ex governatore del Veneto Giancarlo Galan, intervengano, dopo quanto accaduto a Venezia, dichiarando che il Mose avrebbe potuto funzionare - dice Sambo -. O che Matteo Salvini affermi che al sud l'acqua alta tiene lontani gli immigrati. Martedì ci sarà un Consiglio straordinario a Ca' Farsetti. Speriamo di votare una mozione unitaria a sostegno di Venezia. È nostra la volontà di collaborare con tutti i partiti, ma alcune dichiarazioni sono inaccettabili e vergognose - dice. E conclude - Ci interessa che i risarcimenti avvengano nel più breve tempo possibile, specie laddove si tratta di tutelare la residenzialità. Quindi se Brugnaro commissario è la soluzione che permette di far ottenere prima i fondi ai cittadini, noi la sosteniamo. «Sulla gestione delle risorse chiedo, come cittadina e come consigliere comunale, la massima trasparenza su come verranno elargiti i fondi stanziati e la loro tracciabilità. Non vorremmo vedere assegnare spiccioli a famiglie che hanno perso molto. Prima le case di chi chi vive, poi le attrezzature di lavoro e le materie prime», dichiara Sara Visman del Movimento 5 Stelle veneziano.

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