Grandi navi a Venezia, duro il sindacato sulla consultazione in rete

A prendere posizione la sigla sindacale Cgil dei Trasporti

Foto: crociere, archivio

Di essere preoccupato per il futuro occupazionale dei lavoratori dei Trasporti a Venezia, il sindacato Filt Cgil lo ha detto a più riprese. Ma ora, di fronte all'eventualità di sottoporre la decisione sul passaggio delle grandi navi alla consultazione in web, la critica della sigla si sarebbe fatta perfino più dura. «Non capiamo perché chiedere un ulteriore studio di fattibilità al porto - dice la sigla - sulle tre soluzioni scelte, fra le 14 già prese in esame: il porto di Chioggia, Malamocco, e San Nicolò. Con ulteriori 90 giorni di tempo. Ancora più singolare poi la consultazione pubblica. Si rischia di slittare a dopo le elezioni europee».

Consultazione

«Novanta giorni, quelli chiesti dal ministro Toninelli al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale di Venezia, Pino Musolino, per preparare uno studio di “fattibilità tecnico economica”. Singolare - scrivono Filt Cgil Venezia e Veneto -, visto che Musolino ha già per tempo presentato 14 progetti sullo stesso tema. E poi la consultazione. Per l’ennesima volta in questo territorio si propone una scelta tra città e lavoro, come a suo tempo su Porto Marghera, come se non fossero patrimonio comune ma due fattori in contrapposizione. Tra l’altro i massimi vertici istituzionali, Mit, governo, Regione, Città metropolitana e Comuni, più il porto, che hanno pregnanti responsabilità istituzionali e pubbliche sulle decisioni, dovrebbero andare a consultare i cittadini per prenderle. Se sarà confermata questa scelta, con grande rispetto del suo valore democratico, sorgono dubbi sui tanti, troppi mesi in attesa di soluzioni da parte del governo che tra l’altro ha smentito il Comitatone, per poi consegnare ai cittadini la soluzione».

Marittima

«Per ora sembra scomparsa dagli scenari l’ipotesi di Marghera, anni di discussioni, schieramenti e polemiche. Sparita - scrivono le sigle provinciale e regionale -. La Filt venerdì ha scioperato, all’arrivo della prima nave a Marghera. Abbiamo da sempre sostenuto che ci può e ci deve essere un equilibrio tra l’attività crocieristica, l’attività commerciale e industriale del Porto e la salvaguardia della città e della laguna. Sulle tre soluzioni strutturali a lungo termine, ci sarà, speriamo, tempo per verificarle, approfondirle e discuterne. Ma sull’ipotesi di breve periodo, quella della Marittima, siamo fortemente preoccupati per le difficoltà che ci possono essere al passaggio delle navi da crociera che limiteranno il traffico commerciale e industriale di Porto Marghera. Deve essere garantito un impegno logistico e organizzativo per i convogli delle navi crocieristiche, commerciali e industriali, tutti sullo stesso canale. È fondamentale non penalizzare commercio e industria, perché ciò comporterebbe ricadute immediate sul lavoro e sull’occupazione».

Scadenze

«Molte imprese portuali  - conclude Filt Cgil - sono prossime alla scadenza delle concessioni e devono presentarsi con piani industriali e di investimento per i prossimi decenni di sviluppo della portualità e del lavoro. Il continuo ritardo sulle decisioni sul futuro della portualità o peggio, l’incertezza sulle sue condizioni strutturali di accessibilità e sviluppo possono oggi penalizzare una programmazione per il futuro del porto, che ad oggi è ricchezza sociale ed economica di tutto il territorio».

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