Il padiglione Jona torna alla città: "Venezia vuole sanità all'altezza"

Concluso il recupero da 48 milioni di euro della struttura da 11mila metri quadrati. Arriveranno anche pediatria, ginecologia, medicina e geriatria

Finalmente è tornato a disposizione della città. Dopo un intervento da oltre 48 milioni di euro, di cui la metà sostenuti in regime di project financing. Il "nuovo" padiglione Jona, che si estende per undicimila metri quadrati, è stato inaugurato martedì mattina dal presidente della Regione Luca Zaia, dal direttore generale dell'Ulss 12 Giuseppe Dal Ben e dal patriarca di Venezia monsignor Francesco Moraglia, che poi hanno visitato i 192 posti letto della struttura che si affiancherà ai padiglioni Gaggia e Semerani come nuovo baricentro del “Civile”.

"Come promesso in occasione della festa del Redentore - ha spiegato Dal Ben - consegniamo un padiglione Jona completamente diverso, a 80 anni esatti dalla costruzione del primo edificio. E' sicuramente l'opera più importante realizzata a Venezia, che ci permette di dare il via a un percorso riorganizzativo che dovra' coinvolgere anche gli altri padiglioni, per arrivare a dare a Venezia l'ospedale che si merita".

Le attività sanitarie inizieranno a colonizzare il padiglione a settembre 2014, dopo che tutto sarà collaudato. "Il nuovo padiglione - ha commentato il sub commissario prefettizio, Sergio Pomponio - è stato restaurato nel rispetto della struttura architettonica precedente ed è visibile il senso di continuità storico-artistica con l'elegante facciata dell'ospedale che fu l'antica Scuola Grande di San Marco.  Questo nuovo padiglione consente di rendere l'ospedale più funzionale e meglio fruibile sia dai cittadini che dai turisti che ne avessero bisogno durante il soggiorno nella nostra città”.

"Raccontare un'opera - ha detto il presidente della Regione, Luca Zaia, dopo aver chiamato sul palco gli operai - è più facile che farla: oggi ribadiamo che, se il Veneto è diventato grande, lo si deve a chi si spacca la schiena ogni giorno. La partita della sanità del Veneto è complicata, ma oggi abbiamo dimostrato che, agli impegni per Venezia, sono seguiti i fatti. La sfida, adesso - ha continuato - sarà di ridurre ancora i tempi di ospedalizzazione, che, con una media di sette giorni, sono già inferiori a tante realtà, specie del sud, dove si parla di una trentina di giorni: sono convinto che, con la dotazione di professionalità e con il network, otterremo ancora importanti risultati, preparandoci, nel frattempo, alla grande rivoluzione dell'avvento della mobilità sanitaria. Con quest’opera, terminata dopo anni e anni di intoppi, consegniamo una sanità d’eccellenza a 360 grandi dove ai servizi sul territorio e in centro storico si affianca un ospedale di prima importanza, moderno ed efficiente nonostante la sua lunghissima storia e la sua collocazione. Da oggi la sanità veneziana entra a pieno titolo nella competizione virtuosa per attrarre pazienti da tutta Europa. Una promessa mantenuta che dovrebbe far riflettere chi ci accusava di voler chiudere gli ospedali”.

Il presidente della comunità ebraica, Paolo Gnignati, ha poi ricordato il professor Giuseppe Jona, cui il padiglione è intitolato, come "un esempio per tutta la nostra comunità, di cui è stato presidente dal 1940 al 1943, di ebreo integrato", mentre il Patriarca Francesco Moraglia, dopo il ricordo di Jona ("un giusto trattato ingiustamente") si è richiamato ai reparti (da pediatria all'area materno-infantile, da ginecologia a medicina, a geriatria) che saranno ospitati nel padiglione.

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