Spending review, Orsoni duro dopo il vertice col governo: "Una delusione"

Il sindaco ieri ha partecipato a Roma alla riunione sui tagli di spesa. "L'unico elemento positivo è che si accelera sulle riforme istituzionali". L'assessore alla Sanità Coletto: "No ai tagli lineari"

Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, intervistato da Radio24, è dubbioso sulla "spending review" del governo che sarà. In primis perché dall'incontro con il presidente del Consiglio Mario Monti di martedì scorso (in quanto delegato Anci alle città metropolitane) sarebbero usciti solo numeri e percentuali di massima, senza entrare nel dettaglio. "Non si è parlato di nessun criterio che il governo ha intenzione di applicare - spiega il primo cittadino lagunare - Il premier ha dichiarato che non ci saranno altri incontri sul tema. Bisognerà aspettare l'intervento dell'esecutivo, che uscirà probabilmente venerdì".

Se potevano esserci delle aspettative di apertura e di dialogo rispetto ai problemi di bilancio che i Comuni in questi mesi sono costretti a sopportare non ci sarebbe stato niente di tutto ciò: "Devo essere sincero - afferma - è stato un incontro deludente da questo punto di vista". Un aspetto positivo, però, c'è: la volontà politica del Consiglio dei ministri di procedere in maniera spedita sulle riforme istituzionali: province, città metropolitane e accorpamento dei piccoli comuni. "Questo è l'unico aspetto non negativo del percorso - continua Orsoni - E' una strada che porterà a una nuova organizzazione dello Stato, più moderna e funzionale".

Duro con i paventati tagli lineari per la sanità l'assessore regionale competente Luca Coletto, secondo cui "sono dannosi per tutti. Sarebbe meglio introdurre dei criteri standard da applicare in tutta Italia: bacini d'utenza predefiniti per ogni struttura, per esempio. Poi sulla base di ciò determinare dei costi standard. Solo a quel punto i tagli orizzontali potrebbero essere applicati, anche se diventerebbero quasi inutili. La razionalizzazione scatterebbe quasi automatica".

L'esempio che fornisce Coletto è quello dei posti letto: il governo intenderebbe portarli da 4mila 200 a 3mila 700 in media. Secondo il responsabile delle Politiche sanitarie venete, però, nelle zone virtuose ciò è già stato attuato. Se ora si applicassero dei tagli lineari pagherebbe di più chi ha già razionalizzato la propria macchina sanitaria.

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Commenti (1)

  • E' chiarissimo, il governo non è i grado di determinare i criteri dei "tagli" e l'urgenza di reperire denaro è talmente assillante che procederà con i "tagli" lineari. Ciò vorrà dire che come al solito la formica (il nord) lo avrà a bottega mentre la cicala (centro-sud) continuerà a dilapidare o meglio rubare al nord. Così caro Monti non va bene.

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