Civile di Venezia, l'interrogazione finisce sul tavolo del ministro della Salute

Detto fatto. L'aveva annunciata l'onorevole Nicola Pellicani del Pd durante la manifestazione di domenica in campo Santi Giovanni e Paolo contro il declassamento dell'ospedale

Foto: la mobilitazione di domenica al Civile di Venezia

Era stata annunciata domenica durante l'intervento dell'onorevole del Pd, Nicola Pellicani, alla manifestazione in campo Santi Giovanni e Paolo, davanti all'ospedale civile di Venezia, e l'interrogazione sul declassamento del nosocomio cittadino è finita sul tavolo del ministro della Salute, Giulia Grillo.

L'interrogazione

Per sapere: «Se sia a conoscenza di tale delibera regionale sul Civile di Venezia e della declassificazione a presidio ospedaliero di base, e se non ritenga, pur nel rispetto delle prerogative regionali in materia sanitaria, intervenire con urgenza garantendo adeguati standard di assistenza, di dotazioni organiche e di risorse necessarie al fine di tutelare il diritto alla salute, come sancito dalla Costituzione, non solo dei residenti veneziani ma di tutti coloro che per motivi di lavoro, di studio e di turismo si trovino nella città lagunare».

Vitalità della città

«La città ha caratteristiche morfologiche, socio-economiche, culturali, speciali, uniche e irripetibili ed è patrimonio mondiale dell’umanità per l'Unesco, fin dal 1987 - si legge nel testo del parlamentare veneziano -. La sua salvaguardia è riconosciuta quale "problema di preminente interesse nazionale", e nel "Rapporto sullo stato di conservazione", del comitato del patrimonio mondiale dell'Unesco, le azioni di salvaguardia sono volte a consentire la vitalità della città e il mantenimento del tessuto socioeconomico».

Le schede

In data 13 marzo 2019 la giunta regionale ha approvato le "schede di dotazione ospedaliere e delle strutture sanitarie di cure intermedie delle aziende Ulss", che classificano il nosocomio quale presidio ospedaliero di base, operando un declassamento della struttura stessa in precedenza riconosciuto quale presidio ospedaliero di rete, con un ridimensionamento nella qualità e quantità dei servizi erogati. «Tale ospedale rappresenta il nodo centrale del sistema sanitario della città lagunare e delle sue isole ed è chiamato a garantire un'efficace e tempestiva risposta alle decine di migliaia di lavoratori che ogni giorno arrivano a Venezia dagli altri Comuni, alle migliaia di studenti, facendo sì che il suo bacino di utenza sia ben più ampio di quello composto dai soli residenti. Le condizioni geomorfologiche della città, unite alle peculiarità urbanistiche della Venezia storica e dell’estuario rendono particolarmente complessa la gestione dell’emergenza-urgenza. Tale classificazione non tiene in considerazione né l'evidente e inconfutabile specificità veneziana, né il reale numero delle persone che vivono e abitano Venezia durante tutto l'anno, né le caratteristiche demografiche della popolazione, con un’incidenza delle classi di età anziane tra le più alte del Veneto».
 

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