"Vogliamo abbattere gli stereotipi" Orsoni illustra la nuova delega

Il sindaco di Venezia ha presentato ufficialmente Camilla Seibezzi, consigliera delegata a Diritti Civili e Politiche contro la discriminazione

enezia

Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha illustrato giovedì mattina la linea che la sua amministrazione intende seguire con il conferimento alla consigliera Camilla Seibezzi della delega a Diritti Civili, Politiche contro la discriminazione e Cultura Lgbtg. “L’obiettivo è quello di abbattere gli stereotipi e valorizzare i diritti civili – ha spiegato Orsoni – e per farlo è necessario cominciare dal basso, con azioni politiche che incidano sulla pratica quotidiana.

Dal Comune fanno sapere che la delegata avrà a breve un ufficio e uno spazio dedicato sul sito web del Comune, al quale tutti i cittadini potranno rivolgersi. Seibezzi intende innanzitutto avviare una stretta collaborazione con il Master europeo in Diritti umani e democratizzazione del Lido di Venezia, in modo che il Comune si possa anche interfacciare con realtà nazionali e internazionali che operano nel campo dei diritti civili. Secondo la consigliera questo è anche un modo per entrare nell'ottica che l'adozione di politiche per i diritti civili sia vissuta con orgoglio e non come un dovere verso le minoranze. “E' poi fondamentale agire sull'uso del linguaggio, anche burocratico – ha spiegato – spesso, oltre che lesivo, anche inadatto a fotografare la realtà che rappresenta. Penso ad esempio ai bandi per l'assegnazione di case pubbliche o per l'accesso alle scuole, dove si deve indicare il nome della madre e del padre del bambino, e non semplicemente dei genitori o del genitore”.

La consigliere intende dunque includere nei bandi per l'assegnazione della casa, nella categoria “coppie di fatto”, tutte le tipologie di famiglia, non solo quelle composte da un uomo e una donna. “Questo – ha spiegato Seibezzi – sarà possibile grazie alla collaborazione da parte di tutti gli assessorati, facendo in modo che, alla base dell'orientamento politico, ci siano la laicità e la ricerca scientifica e che le azioni politiche abbiano un carattere estensivo ed inclusivo. Infine – ha concluso Seibezzi – vorrei creare un luogo che diventi punto di aggregazione e condivisione di eventi ed iniziative di vario tipo sui diritti umani, uno spazio che rimanga anche con le Amministrazioni future e che divenga il simbolo riconosciuto in Italia della specificità del Comune di Venezia, quale ente che adotta politiche di rispetto e promozione dei diritti civili”.

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