No Grandi Navi scrivono a Napolitano: "Vogliono la Laguna come Rotterdam"

Il comitato che si oppone all'ingresso delle imbarcazioni da crociera nel Bacino di San Marco ha inviato una lettera al titolare del Quirinale: "Chiediamo una soluzione condivisa e partecipata"

Una lunga lettera è stata inviata dal 'Comitato No Grandi Navi' di Venezia al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per illustrare le proposte che il gruppo di cittadini ritiene percorribili per giungere all'estromissione delle grandi navi da crociera dalla Laguna.

Riepilogata la storia recente delle battaglie per la salvaguardia dell'ambiente lagunare dall'impatto dei giganti del mare, il Comitato spiega al Capo dello Stato i motivi per i quali si oppone alle alternative proposte dal Comune e dall'Autorità portuale (dimezzamento dei transiti in bacino San Marco, scavo del canale Contorta per raggiungere la Marittima dal canale dei petroli).

Illustra infine al presidente Napolitano l'idea di un percorso che attraverso studi "seri, autorevoli, e non di parte" arrivi a indicare una soglia di compatibilità delle grandi navi con Venezia, assegnando "una quota invalicabile al crocerismo".

"Questo, secondo noi - si legge nella lettera inviata al Presidente - deve fare il sindaco, promuovendo un percorso partecipato che ponga un argine ai disegni autoreferenziali di Autorità portuale e Venezia Terminal Passeggeri che stanno immaginando una laguna trasformata in Rotterdam". (Ansa)

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Commenti (1)

  • Oggi è' di tutta evidenza la necessità di dover riparare il gravissimo errore progettuale sia della Marittima (ovvero luogo di stazionamento delle navi da crociera che giungono a Venezia), sia di Porto Marghera. Il primo, perché impone il transito navale nel fragile Bacino di San Marco e concentra sei/otto navi contemporaneamente (altissimo inquinamento) in un luogo (Marittima) ad alta concentrazione residenziale; il secondo, perché distante 21 km. dal mare (Porto Malamocco) e la manutenzione di escavo della canalizzazione (in parte artificiale) per raggiungerlo è continua e costosissima senza contare le alterazioni negative provocate sull'eco-sistema lagunare. A quando si vorrà comprendere la necessità vitale di avere un nuovo porto intermodale vicino al mare come quello di San Leonardo (soli 5 km.), altro che porto off-shore ???

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