Costa: "Una gara d'idee per risolvere il problema delle Grandi Navi in laguna"

Il presidente dell'Autorità portuale oggi a Ca' Foscari per presentare un master in Economia e Management dei Porti: "Definiamo lo standard, anche economico, delle imbarcazioni compatibili"

Il primo apporto alla città? Trovare nuovi spunti e, magari, soluzioni per il tema delle grandi navi in laguna. Questo uno dei temi trattati stamattina nel corso della presentazione dei master in "Port Economics and Management" del Centro studi e ricerca sulla portualità di Venezia, che partiranno a gennaio 2013. "Uno dei problemi che abbiamo - ha ricordato Paolo Costa, presidente dell'Autorità portuale, al termine del suo intervento a Cà Foscari - è quello della definizione delle dimensioni delle navi compatibili con l'ambiente veneziano. La mia intenzione, che ha trovato l'accordo delle due università veneziane (Ca' Foscari e Iuav, che hanno collaborato per l'organizzazione del master, ndr), è quella di lanciare un concorso d'idee per definire lo standard, anche economico, della dimensione delle navi compatibili con la realtà veneziana e potremmo metterla sul tappeto con questa iniziativa. Il cuore positivo della preoccupazione relativa alle grandi navi è quello della sproporzione. E la definizione delle 40mila tonnellate come limite stabilito per decreto ci sembra troppo burocratico per stabilire a quali navi continuare a concedere il privilegio di arrivare in Laguna".

Il tema veneziano, per Costa, si inserisce infatti in un dibattito più ampio, che riconduce proprio al senso del master presentato oggi. "Si sta progettando una nave da 22.000 teu - ha spiegato - con 20 metri di pescaggio: un colosso in grado di entrare solo in due o tre porti europei e in pochi al mondo, se si pensa che nemmeno New York potrebbe accoglierla. In tema di petroliere e rinfusiere si è prima aumentata sempre più la dimensione, per poi fare marcia indietro. Il dibattito è molto importante per i porti, visto che le dimensioni significano riduzione dei costi per chi costruisce le navi ma aumento degli stessi per i porti stessi: assumere le decisioni degli armatori senza battere ciglio è sbagliato, ma, per poter controbattere, é necessario avere quelle conoscenze e quel minimo di strategia che mira a introdurre nella formazione un master come il nostro".

Il master avrà trenta posti disponibili, e si propone di colmare un "buco" formativo che si fa sentire in tutta Europa: "Noi - ha spiegato il presidente dell'Autorità portuale - sentiamo questa idea come un'esigenza e abbiamo trovato risposte positive dalle Università veneziane. Accanto alle esigenze della nostra città, c'é infatti un'esigenza assoluta dei porti europei: quella di costruire una capacità di interloquire, attraverso la costruzione di un luogo di discussione come già esiste negli Stati Uniti. Tutte le analisi, finora, sono state condotte o nella prospettiva del mare, cioé delle navi, o in quella della terra, cioé delle merci, e i porti hanno rischiato di restare schiacciati in questa morsa. Ci sono decine di iniziative in Europa per master sull'economia marittima, ma nessuna ha preso questo angolo visuale, decisivo per i prossimi anni: l'obiettivo è quindi quello di occupare una nicchia formativa che può assumere una grande rilevanza anche a livello europeo e mondiale".

A presentare alcuni dettagli del master, che avrà durata annuale, è stato il rettore di Cà Foscari, Carlo Carraro. "Il tema del Centro sarà la gestione e l'economia dei porti, con due obiettivi: didattica e ricerca. Come primo passo, partiamo con la formazione, pensata con partner operativi, proponendo per ora due master: uno di primo livello, in italiano, per laureati triennali, e uno di secondo livello, in inglese, per laureati magistrali a livello internazionale. A seguire, anche perché il nostro non sarà un prodotto solo accademico, ma che coinvolge anche le imprese del settore, partirà la parte della ricerca. L'iniziativa, in ogni caso, si inserisce nel solco di collaborazione tra istituzioni veneziane". Tema, quest'ultimo, ripreso anche dal rettore Iuav Amerigo Restucci. "E' davvero il momento di prenderci per mano: basta pensare a quanto sta accadendo con l'Arsenale, riguardo al quale è auspicabile una sinergia negli sforzi delle varie istituzioni cittadine".

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