«Mose e porto compatibili grazie alla tecnica. La crocieristica resta in laguna»

Il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi in visita a Venezia lunedì parla di «necessaria compatibilità tra il funzionamento delle paratoie per la marea e le grandi navi»

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La tecnica e i modelli scientifici sono chiave rendere compatibili sistemi complessi come il Mose, per la regolazione delle maree e il porto, a Venezia. Lo hanno sostenuto il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, durante il sopralluogo allo scalo veneziano organizzato dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia lunedì, e il presidente dell'Autorità di sistema portuale, Pino Musolino.

Acqua alta

«Su Venezia è necessario affrontare - ha detto Rixi - la situazione del Mose e le sue influenze sulla gestione del porto, che diventerà un porto a orari come nel nord Europa. Va detto che lì le maree si possono sapere con anticipo, mentre qui, per l'acqua alta, ci sono tempi variabili, con non pochi problemi per la gestione, anche se ci lavoreremo con modelli matematici».

Crociere

«Il secondo tema - ha proseguito Rixi - è legato alla crocieristica, un tema centrale per tutto il Paese. Le grandi navi non potranno più entrare nell'abitato di Venezia, ma va considerato il fatto che Roma e Venezia sono le principali mete dei crocieristi in Italia. Venezia, come home port delle crociere, è fondamentale per tutto l'Adriatico. Se venisse meno questa qualifica si perderebbe tutto il traffico in questo mare».

Il Comune

L'assessore comunale allo Sviluppo Economico del territorio, Simone Venturini, ha presenziato, in rappresentanza dell'amministrazione comunale, alla visita del viceministro al porto di Venezia. «Una città ha ribadito Venturini – attende dal governo decisioni urgenti per risolvere le problematiche, da troppo tempo sul tappeto, riguardanti il porto, che ha un ruolo centrale nel sistema economico non solo della città ma dell'intera regione. Problematiche che potrebbero essere risolte in tempi davvero brevi. Quelle riguardanti il porto 'crocieristico', ad esempio, con la scelta di far percorrere alle navi il canale Vittorio Emanuele, e a quelle di grande tonnellaggio il canale nord lato Nord di Porto Marghera. Soluzioni ampiamente condivise non  solo in seno all'amministrazione comunale, ma anche da Regione e Città metropolitana».

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Commenti (2)

  • Altri trecentocinquanta milioni per il Mose....io non capisco i detrattori di questo progetto; le paratie fanno egregiamente il loro lavoro: continuano a pompare soldi.

  • Non mi sembra che 30 anni fa, quando le grandi navi non arrivavano a Venezia, mancassero i turisti... Anzi c’erano ugualmente ed erano molto meglio di quelli che vengono adesso...

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