Napolitano al Lido per "spronare" Venezia: "Qui vicende inquietanti"

Il Capo dello Stato all'inaugurazione della Mostra del cinema: "Sono venuto per rendere omaggio alla Biennale ma anche per la città"

Napolitano con il presidente della Biennale Baratta

Hanno aspettato sue dichiarazioni per tutto il giorno. Tra lettere e appelli piovuti nei giorni precedenti e incontri con il suo segretario particolare Carlo Guelfi e con il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Perché Venezia con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha un rapporto particolare, e il Capo dello Stato lo ha dimostrato venendo spesso e sovente in laguna. "Sono qui anche per Venezia, città impareggiabile che è stata scossa nelle sue rappresentanze pubbliche da recenti vicende inquietanti e penose - ha dichiarato facendo capolino nella sala Darsena alla serata inaugurale della Mostra del cinema - L'Italia può ripartire da Venezia".

Di certo il titolare del Quirinale non si è sottratto a quanti gli chiedevano un giudizio sullo scandalo che è ruotato intorno al "sistema Mose". Non sembra esserci dunque solo una passione per l'arte e per il cinema ("Desidero rendere omaggio con la mia presenza stasera alla Biennale, perché è una istituzione prestigiosa e l'Italia le deve molto per il suo prestigio culturale e internazionale"), bensì la volontà di testimoniare la presenza e la vicinanza dello Stato in momenti in cui Venezia vive giorni tribolati.

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A testimonianza di ciò il maxi corteo che ha riempito il lungomare di dipendenti comunali inferociti contro i tagli che si prospettano all'orizzonte con la "cura Zappalorto". (DETTAGLI) Circa mille i manifestanti, i cui rappresentanti sindacali hanno fatto capolino anche davanti alla passerella del red carpet. Alle 17, come detto, l'incontro con il segretario particolare di Napolitano, mentre in mattinata il faccia a faccia con prefetto Domenico Cuttaia e questore Angelo Sanna. Tra i partecipanti al corteo No Grandi Navi, ambientalisti e tanti lavoratori che chiedono che non cali la mannaia sulle loro buste paga. Anche lì, a pochi metri da dove si trovava il presidente Napolitano, tanti cartelli e tanti slogan sullo scandalo Mose. Perché la giornata inaugurale della Mostra del cinema è una vetrina internazionale, e molti veneziani hanno quindi cercato di lanciare la loro richiesta d'aiuto (o il loro grido di rabbia) al mondo.

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