Un polo civico «per governare la città»: si riavvicinano le amministrative

Ripresa del dialogo e del progetto dopo il lockdown. «Serve rinunciare ai particolarismi per un obiettivo comune, fuori da schieramenti di centrosinistra e centrodestra. Il tempo è poco ma basta»

Incontro del 21 febbraio scorso di civici e politici all'Anda hostels di Mestre, archivio

Tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020 sono iniziate le prove pratiche di dialogo fra cittadini, gruppi, movimenti, ex comitati, ex partiti e nuove formazioni che cominciavano a confrontarsi per trovare una alternativa civica e politica al governo attuale della città. L'ultima riuonione all'Anda hostels di Mestre, il 21 febbraio scorso, due giorni prima dell'inizio del lockdown che ha fermato il paese per tre mesi. A oggi, dopo la pausa di riflessione imposta dal coronavirus, alcune di quelle componenti si sono ritrovate per costituire una civica. «Un gruppo di cittadini composito e non omogeneo, e con esperienze politiche diverse - che hanno intenzione di - dar vita a un polo civico sganciato dai tradizionali schieramenti di centrosinistra e centrodestra». Gian Angelo Bellati, Giancarlo Carnevale, Mara Concetta Franco, Carlo Giacomini, Gabriella Giaretta, Giovanni Leone, Davide Libralesso, Salvatore Lihard Giampietro Pizzo, Giorgio Suppiej e Marco Zanetti. «Non vogliamo aprire polemiche con alcuno né far "sbocciare" l'iniziativa civica per semplice testimonianza, tanto per esserci. Riteniamo ci siano le condizioni per la nascita di un polo civico trasversale, civico. Per questo invitiamo a lavorare senza pre-giudizi o pre-concetti», scrivono.

Le associazioni e i progetti

«La paura del domani è forte: lavoro, salute, qualità della vita, tenuta della comunità sono questioni su cui ci interroghiamo tutti - a maggior ragione dopo la devastante pandemia di Covid-19 - La responsabilità di questa situazione spetta alla politica e a una classe dirigente cittadina che non è stata all’altezza, per molto tempo, delle sfide e delle urgenze. Da più fronti si indica la necessità di un cambio di passo». Spiegano i firmatari del documento che, «sono tanti coloro che in questi anni hanno dimostrato di sapere proporre, progettare, realizzare; prova ne sono le ottime iniziative di numerose associazioni cittadine, la sperimentazione di forme avanzate di economia e di organizzazione sociale, le azioni a difesa del territorio e dell’ambiente. A questi progetti, e alla costituzione di un comitato, si era cominciato a lavorare prima del lock-down: ora il polo civico va ripreso coinvolgendo la cittadinanza»: le amministrative sono alle porte: «C'è poco tempo - spiegano - ma può bastare» a mettere in piedi la civica.

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Liste civiche

Alle civiche spetta un ruolo non meno centrale di quello dei partiti o delle formazioni politiche, sostiene questo documento di presentazione: non sono formazioni marginali. Serve, «la costruzione di un progetto politico civico ampio, articolato e in grado di dare voce alle diverse componenti delle comunità. Il lavoro delle prossime settimane ci dirà se questa ipotesi – come noi ci auguriamo – sia davvero praticabile e se i numerosi cittadini e le molte realtà che hanno lavorato seriamente in questi anni sapranno fare quel salto di qualità che la situazione richiede, rinunciando ciascuno a qualche particolarismo in favore dell’obiettivo comune».

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