Consorzio Venezia Nuova, Thetis, Comar: «Preoccupazione per i livelli occupazionali»

I consiglieri regionali Francesca Zottis e Bruno Pigozzo: «La Regione intervenga per salvaguardare i posti di lavoro»

Foto: Thetis sede Arsenale, immagine d'archivio

Un pericolo che sembrava essere stato allontanato, un anno fa in Thetis, quello della perdita di posti di lavoro nella società legata al Consorzio Venezia Nuova per la progettazione del Mose. Grazie all'approvazione di un piano industriale e al ritiro dei licenziamenti, l'assemblea dei soci preservò le risorse professionali, almeno 45 addetti tra tecnici e ingegneri, e un patrimonio di conoscenze maturate in laguna. Stando all'allarme lanciato dai consiglieri regionali del Partito Democratico, Francesca Zottis e Bruno Pigozzo, «sui livelli occupazionali non si dovrebbe abbassare la guardia. Anzi, nel Consorzio Venezia Nuova, in Thetis e in Comar, si rischia una riorganizzazione aziendale sulla pelle dei lavoratori». Solo ieri il Consorzio ha portato a termine la posa dell'ultima paratoia del Mose, che è ormai completo, mentre a primavera sono previsti i primi test per la movimentazione delle barriere del sistema contro l'acqua alta.

Riorganizzazione

Una preoccupazione messa nero su bianco quella di Zottis e Pigozzo, in un’interrogazione rivolta alla Regione Veneto, e in particolare all'assessore al Lavoro Elena Donazzan, affinché ci sia un intervento a salvaguardia dei posti di lavoro. «Nei giorni scorsi il Consorzio Venezia Nuova ha incaricato due consulenti esterni per la predisposizione di un piano di riorganizzazione che coinvolgerebbe circa 200 dipendenti, senza che ci sia stato un confronto preventivo tra direzione aziendale e sindacati - scrivono i consiglieri firmatari dell'interrogazione -. Ci sarebbe già una bozza, che però nessuno ha visto».

Thetis e gestione lagunare

«La vicenda di Thetis è paradossale - scrivono Zottis e Pigozzo -: è riconosciuta, anche a livello internazionale, come una delle migliori società italiane di ingegneria ambientale e nel corso degli anni si è occupata della laguna di Venezia e del disinquinamento dell’area industriale di Marghera. Invece di sfruttare le competenze di questi lavoratori, il Consorzio Venezia nuova ha sempre più spesso fatto ricorso a personale esterno. Già in passato il Consiglio regionale ha preso posizione sul caso Thetis, con due mozioni in cui impegnava la giunta "a promuovere ogni utile iniziativa per garantire la continuità operativa della società", per salvaguardare un importante patrimonio di professionalità e competenze per la città di Venezia e per il Veneto. Un impegno ancor più necessario adesso, con la fine dei lavori per il Mose che si avvicina e la questione di chi dovrà gestirlo che è ancora aperta. Noi insistiamo sul fatto che debba essere un soggetto istituzionale che coinvolga Stato, Città metropolitana di Venezia e Regione e non possa prescindere dal personale Thetis. E ci chiediamo cosa stia aspettando Zaia per dare attuazione alla Authority istituzionale già prevista, su nostra sollecitazione, per la gestione complessiva del sistema lagunare».

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