Passante, è tregua fra Comune di Mirano e Regione Veneto

Il sindaco: «Significativo l'impegno economico assicurato da Zaia, tra cui 2 milioni e 400 mila euro per la pista ciclabile di via Scaltenigo. Rinunceremo al contenzioso al Consiglio di Stato»

Tregua sempre più vicina tra Comune di Mirano e Regione Veneto sul passante. L'ascia di guerra potrebbe venir presto sotterrata grazie all'impegno economico della Regione, pronta a stanziare le risorse necessarie alla realizzazione di alcune delle opere previste, e dell'Amministrazione, che non proseguirà sulla strada del contenzioso in Consiglio di Stato.

L'impegno

La sentenza del tribunale amministrativo del 2018, tra le altre disposizioni, ha ribadito che ciascuna amministrazione rimane titolare degli interessi pubblici affidati dalla legge alla sua cura, e quindi del potere di rivalutare le condizioni degli accordi. Su queste basi Comune e Regione hanno riaperto il dialogo e ripreso i negoziati, arrivando a redigere il protocollo d’intesa che verrà sottoscritto a breve.

La pista ciclabile

«Va rilevato il significativo sforzo in termini economici compiuto dalla Regione - scrive il Comune di Mirano. - Nonostante le mutate condizioni economiche e le regole di bilancio che dal 2012 colpiscono anch’essa, dovrà reperire le somme necessarie, tra cui la considerevole cifra di 2.400.000 euro per la pista ciclabile di via Scaltenigo. L’Amministrazione ha particolarmente apprezzato lo sforzo profuso. L’importante – spiega il sindaco Maria Rosa Pavanello – era che Mirano non continuasse a essere privata di opere che rappresentano un beneficio per la città, un miglioramento della qualità della vita. Certo, un ulteriore ricorso avrebbe anche potuto darci una vittoria definitiva. Ma anche con buone carte in mano si rischia di perdere. Il ricorso avrebbe anche potuto concludersi portando via ogni traccia di quelle opere, ogni possibilità di averle. Così, invece, ne avremo fin da subito con certezza una parte. Abbiamo scelto una via sicura e rapida per il bene di Mirano, per iniziare finalmente a costruire ora il suo futuro. C'è da dire - conclude il primo cittadino - che il protocollo non esclude la possibilità, in futuro, di ottenere la realizzazione anche delle opere rimaste fuori dall'intesa. È previsto, infatti, che il dialogo tra Comune e Regione prosegua a partire da una nuova convocazione, entro il 31 marzo, del gruppo tecnico di lavoro collegio di vigilanza».

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