Porto Marghera: il terreno rigurgita veleni "Necessaria una bonifica"

Le indagini epidemiologiche condotte da uno studio restituiscono risultati molto negativi. L'assessore all'Ambiente Bettin: "Urgente un finanziamento straordinario per ripulire l'area"

Sono stati appena resi noti i dati iniziali relativi alla prima grande ricerca sulla situazione dei 57 siti di interesse nazionale (Sin) italiani, dei quali Porto Marghera è il primo e il più grande (oltre 3mila ettari). "I dati relativi alle indagini epidemiologiche confermano le preoccupazioni di chi, da decenni, solleva il problema e propone una radicale bonifica o almeno un’affidabile messa in sicurezza di tali siti", commenta l'assessore comunale all'Ambiente Gianfranco Bettin.

Lo studio, finanziato e sottoscritto dalle massime autorità sanitarie - l’Istituto superiore di sanità, il ministero della Salute, l’università “La Sapienza” di Roma tra gli altri – trae conclusioni negative, in particolare riguardo ai siti come Porto Marghera, “con molteplici ed eterogenee sorgenti emissive” attive per moltissimi anni che hanno lasciato nel territorio l’eredità di una presenze inquinanti pesantissime.

Su Porto Marghera specificamente, lo studio sottolinea come “agli eccessi di mortalità osservati per tutti i tumori, come tumore del polmone, della pleura, del fegato, del pancreas, della vescica, e per cirrosi epatiche, ha verosimilmente contribuito il tipo di occupazione”, cioè il tipo di impianti nei quali i lavoratori sono stati a lungo occupati (e, naturalmente, per chi ci ha vissuto, il tipo di contesto urbano e industriale). "Ora la situazione a Porto Marghera è diversa dal punto di vista delle attività ancora in corso - continua Bettin - impianti e interi stabilimenti pericolosi sono stati chiusi, migliorie tecnologiche sono state introdotte, nuove normative sono entrate in vigore. Ma l’eredità del passato, ci dicono questi dati, resta drammatica. Per questo è necessario rilanciare l’urgenza di una riforma del sistema delle bonifiche e di un finanziamento straordinario per poterle attuare in tempi rapidi":

Un'emergenza che sottende anche un'opportunità: "Una bonifica serve per ridare spazi utili al lavoro pulito di nuova generazione che è possibile creare a Marghera - commenta l'assessore - ma serve anche, e prioritariamente, per rigenerare l’ambiente, la terra stessa sulla quale vivono decine di migliaia di persone, essendo stata la città assediata da discariche illegali o autorizzate per molto tempo. Infatti, Porto Marghera include oltre alla zona industriale e portuale anche una vasta parte dell’area urbana di Marghera città e di Mestre. Il Comune sta facendo la sua parte per disegnare un nuovo sistema per le bonifiche - conclude l'assessore - E’ necessario che il governo faccia la sua parte. La prime dichiarazioni del nuovo ministro dell’Ambiente lasciano ben sperare. Vedremo alla prova dei fatti".

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