Maxi operazione anticamorra in Veneto, la politica: «Subito una commissione antimafia»

Dal Pd alla Lega, perfino i sindacati e le associazioni: unanime il plauso alle forze dell'ordine. Durissime le reazioni: «Vietato abbassare la guardia»

Foto: operazione anticamorra

Plauso alle forze dell'ordine da un lato, condanne durissime dall'altro, ma anche la richiesta di una commissione Antimafia subito sul territorio: concordi le prime reazioni della politica, dal Pd alla Lega, e perfino di sindacati e associazioni, alla maxi operazione anticamorra di polizia e guardia di finanza, con 50 arresti nel Veneziano e sequestri per milioni di euro. Un colpo duro inflitto alla malavita organizzata.

Il sindaco di Venezia e il governatore Zaia

«Ringrazio a nome di tutta la gente per bene il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e il procuratore distrettuale di Venezia Bruno Cherchi, per un successo nella lotta alla criminalità organizzata che contribuisce a portare sui nostri territori sicurezza, ordine e legalità - scrive Luca Zaia presidente del Veneto -. Credo di interpretare il sentimento dei Veneti - ha concluso - nel rivolgere un ringraziamento riconoscente a tutti gli uomini e le donne delle forze dell’ordine che si sono impegnati per il successo del blitz. Oggi la giornata comincia davvero nel migliore dei modi». Anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro si è accodato ai ringraziamenti a procura e forze dell'ordine.

La Lega

«Non possiamo che complimentarci con il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e il procuratore distrettuale di Venezia Bruno Cherchi per il successo dell’operazione. Purtroppo il blitz di oggi è l’ennesima dimostrazione che la criminalità organizzata ha preso piede nella nostra regione ed è per questo che è nostro compito supportare la guardia di finanza e la polizia nel riportare ordine e legalità nei nostri territori. Chiediamo che venga organizzata al più presto una missione della commissione parlamentare Antimafia nel territorio veneto», scrivono i parlamentari veneti della Lega.

Il Pd

«Altri 47 arresti, tra cui il sindaco di Eraclea Mirco Mestre nell'operazione antimafia che ha visto impegnati oltre 300 uomini - scrive il parlamentare Nicola Pellicani del Partito Democratico -. Il grande lavoro della procura, e degli agenti impegnati nell'operazione ha permesso inoltre il sequestro di beni per circa 10 milioni di euro, segno che le mafie al nord riescono a far girare ingenti somme di denaro, probabilmente dal traffico di droga e da altre attività illecite. Un fenomeno ormai radicato, che va monitorato attentamente e sul quale bisogna continuare a tenere alta l'attenzione. Oggi si rende sempre più necessario e urgente l'impegno della commissione antimafia in Veneto e nel Nordest. Rinnoverò l'invito al presidente Morra, già formalizzato con una lettera la settimana scorsa, per organizzare la missione».

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«Ringrazio il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e il procuratore distrettuale di Venezia Bruno Cherchi nonché le forze dell'ordine per l'operazione anticamorra. Li ringrazio a nome di tutti i veneti e gli italiani per bene, che lottano ogni giorno per la giustizia e la libertà - afferma il senatore del Pd Andrea Ferrazzi, vicepresidente commissione parlamentare d'inchiesta sulle ecomafie -.  Non dobbiamo abbassare la guardia, coscienti che, accanto alla necessaria repressione, il vero deterrente nei confronti di questi criminali che non hanno ormai confini di azione è la cultura della legalità da diffondere a partire dalle nuove generazioni».

Cgil Veneto

«L’operazione della polizia e della guardia di finanza che ha portato alla luce una vasta e profonda infiltrazione della camorra in Veneto, aggiunge un altro tassello alla lotta alla criminalità organizzata che si rivela quanto mai radicata nella nostra regione - dice Christian Ferrari della Cgil Veneto -. Proprio martedì scorso sono emerse le attività della famiglia Multari insediata nel veronese e legata alla ‘ndragheta, e il 18 dicembre le indagini della polizia avevano portato all’arresto di persone legate ai Casalesi. La relazione del ministero dell’interno relativa ai risultati conseguiti dalla direzione investigativa antimafia nei primi 6 mesi del 2018 parlava di 487 reati di criminalità organizzata registrati in Veneto. Siamo di fronte all’emergenza -, sostiene Ferrari che esprime una «forte preoccupazione legata anche ad una sottovalutazione che continua ad aleggiare nella vita politica ed economica della regione. La politica – osserva Ferrari – parla d’altro, magari cullandosi in una visione di isola felice e di un’autonomia che renderebbe quest’isola ancor più felice. Il coinvolgimento di imprenditori, politici, professionisti locali e magari anche di intere comunità la dice lunga sull’assenza di anticorpi. Ciò rappresenta un terreno fertile per le attività criminali. Facciamo appello alle forze politiche, alle istituzioni e agli imprenditori del Veneto per mettere in campo azioni di netto contrasto alle attività criminali».

Anci Veneto

L'associazione sindaci esprime preoccupazione per un fenomeno che si insinua nei territori e nella comunità, «abbiamo piena fiducia nell’egregio lavoro della magistratura - scrive la presidente di Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello, commentando la maxioperazione in Veneto nei confronti della camorra -. So che purtroppo è stato arrestato anche un sindaco e questo mi rammarica, ma in questo momento si può solo aspettare che la giustizia faccia il suo corso e siano accertate eventuali responsabilità. Mi auguro che non si scateni la polemica politica, ma piuttosto che ci si concentri sulla gravità di questo fenomeno e sulle misure per contrastarlo. L’attenzione deve rimanere alta perché non va lasciato spazio a un fenomeno che come abbiamo visto oggi vuole entrare nelle stanze dei Comuni e delle imprese».

La Funzione Pubblica Cgil Venezia

«È un duro colpo apprendere dell’arresto di un Sindaco per voto di scambio con la criminalità organizzata. - dichiara Daniele Giordano, segretario Generale Fp Cgil - È un duro colpo per la politica e anche per l’immagine della pubblica amministrazione che proprio per il suo ruolo centrale che riveste, dovrebbe essere immune da questi episodi facendo leva sulla trasparenza. Quanto accaduto conferma come la criminalità organizzata sia purtroppo fortemente radicata nel nostro territorio. Chiediamo a tutti - conclude - in primis del Sindaco della Città Metropolitana e alle Istituzioni di essere in prima fila per la legalità aprendo una battaglia a difesa del nostro territorio e dei valori della legalità».

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