Legittimo il referendum sulla suddivisione in due Comuni autonomi di Venezia e Mestre

Lo ha dichiarato il Consiglio di Stato riformando la decisione del Tar del Veneto del 14 agosto 2018. Movimento per l'autonomia: «La consultazione sia fissata da Zaia a dicembre»

Panoramica di Venezia, archivio

Il referendum sulla suddivisione in due Comuni autonomi di Venezia e Mestre è legittimo. Lo ha dichiarato il Consiglio di Stato, riformando la decisione del Tar del Veneto del 14 agosto 2018. Diventa possibile la consultazione sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare. La sentenza è stata pubblicata oggi, mercoledì 18 settembre, dalla quinta sezione. Per il Consiglio non ci sono inammissibilità. «Dall'eventuale esito favorevole del referendum non discende automaticamente che il capoluogo della Città metropolitana divenga Mestre e che a causa di questo il referendum sia inammissibile», si legge in una nota. «Negando il referendum si avrebbe una discriminazione dei cittadini interessati, che verrebbero privati del diritto costituzionale di esprimersi sul cambiamento dei loro assetti comunali».

Tra i promotori

«Questo fardello me lo sono portato sulle spalle per dieci anni. È un giorno di vittoria per la democrazia diretta, e per un progetto di legge previsto dalla Costituzione - afferma l'avvocato Marco Sitran, tra i principali promotori del referendum - Mi dispiace che il presidente Zaia abbia lasciato andare, in questo caso, un tema a lui tanto caro come la tutela delle autonomie locali. Ora ci saranno dei cambiamenti perché o con legge Delrio o attraverso la consultazione, verranno dati slancio e dignità a due città unite per forza durante l'epoca del fascismo. Ci sarà il ripristino del Comune di Mestre, come era prima del 1926, mentre Venezia insulare otterrà lo Statuto speciale. Uno strumento di tutela dagli effetti del turismo di massa incontrollato e da interessi economici alieni alla cittadinanza. All'area metropolitana verrà data la possibiltà di avere organi direttamente eletti dal popolo».

Tempi tecnici

«Speriamo non sia già troppo tardi, visto che le città stanno andando verso il degrado - afferma Stefano Chiaromanni del movimento Autonomia di Mestre -. C'è amarezza per questi ricorsi che hanno sottratto tempo e soldi pubblici. La sentenza del Consiglio ci soddisfa. È articolata e ci dà ragione su tutto: il referendum è legittimo, votano i residenti del solo Comune di Venezia, manca la parte di Zaia, cioé la delibera per indire il referendum. Speriamo nei tempi tecnici, 45 giorni di tempo - dice - c'è tempo per farlo prima delle comunali. Potrebbe essere verosimile il periodo di dicembre per fissare la consultaziomne referendaria».

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