Referendum primo dicembre, il «No» di Cgil. Pd e 5 Stelle allo stesso tavolo

Il dibattito del sindacato venerdì sul futuro di Venezia. Monica Sambo apre al dialogo, per Elena La Rocca ora «non c'è possibilità di avviare accordi al livello locale»

Il tavolo di venerdì in Cgil

«Ritengo che in merito alla consultazione con la quale, il primo dicembre, saremo chiamati a decidere sulla divisione del Comune di Venezia, il nostro parere debba rimanere negativo, così come lo è stato, in maniera compatta, negli altri referendum, pur comprendendo che in questi anni ci sono stati dei mutamenti. Sarà comunque l'assemblea generale del prossimo 14 ottobre ad esprimere, tramite un ordine del giorno, una valutazione più definita e completa». Non ha fatto giri di parole, il segretario generale della Camera del Lavoro di Venezia, Ugo Agiollo, comunicando venerdì, nella sede di via Ca' Marcello, quale sarà la linea della Cgil al prossimo referendum sulla separazione Venezia Mestre. Lo ha detto dal tavolo sulle prospettive e sul futuro della città convocato con Monica Sambo del Pd, Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera, Gianluca Trabucco presidente della Municipalità di Chirignago Zelarino ed Elena La Rocca, Consigliera del Movimento 5 Stelle.

Forze politiche

Probabile esperimento di dialogo tra forze che hanno combattuto all'opposizione, in questi 4 anni di governo Brugnaro. Pd e 5 Stelle, per la prima volta allo stesso tavolo, mostrano sempre più numerosi i punti di convergenza, rispetto a quelli di divergenza. Un'apertura alla «pluralità e diversità» arriva da Sambo. «C'è stata in questi anni una grande solidarietà con Elena e tante compagne della Cgil e penso si debba ripartire da qui. Sono certa che siano molte più le cose che ci uniscono di quelle che che ci dividono». La Rocca per ora nega la possibilità di accordi a livello locale. «Non spetta a me dirlo - afferma -. Le ipotesi vengono più dall'esterno che dall'interno, da chi ci guarda e ci osserva, dai giornali. Ma sono elucubrazioni di altri». Intanto entrambe saranno assieme anche domani al dibattito a Mestre, alle 17 in via Dante 9, “Che fare alle comunali?".

Il turismo e il lavoro

«È giudizio ormai consolidato che la giunta Brugnaro abbia prodotto molti danni. Di qui la necessità di confrontarci per capire si ci siano le condizioni per dare una guida diversa al Comune e alla Città metropolitana». Pensa alla scuola, Agiollo, al sociale, alle condizioni di lavoro, specie negli appalti, sempre più numerosi, nei servizi dell'amministrazione e delle partecipate. «Non di soli servizi può vivere la città», per questo c'è preoccupazione anche per la «deriva inarrestabile verso la monocoltura turistica. La gente appare disorientata nel non riuscire a intravedere un'alternativa all'attuale governo della città».

Il volontariato

Il turismo che rappresenta «una risorsa», dice Agiollo, mette il territorio in pericolo se «fagocita tutto», commenta Bettin, autore del libro Cracking su Porto Marghera. «Come è successo a Venezia e come succederà forse a Mestre, per una scelta politica, e anche nel sito industriale veneziano, in mancanza di alternative». «Invertire la rotta Brugnaro» è un must anche per Monica Sambo, perché, al di là del voto al referendum, per cui qualcuno ha dichiarato che voterà diversamente, pur essendo il Pd per il «no», «ha cancellato il decentramento e la sussidiarietà delle associazioni del territorio, costrette a farsi da parte nelle gare sui locali pubblici dove svolgere le attività, diventate inavvicinabili per i costi spropositati imposti dal Comune - dice -. Svuotando il volontariato si tolgono servizi».

Le Municipalità

Così come, ricorda Trabucco, «svuotando le Municipalità, come la nostra che da 70 dipendenti è passata a due, si va contro alla volontà dei cittadini le che le hanno volute e votate». «Manca una cultura della gestione della cose pubbliche - dice La Rocca - anche in ambito educativo. Parlando di scuole il sindaco pensa subito ai finanziamenti - dice, ricordando le tante battaglie combattute a fianco d Monica Sambo in Consiglio. «È stata una fortuna che l'amministrazione fosse impreparata nella gestione - dice La Rocca - ma attenzione, se vinceranno al secondo mandato, quello che faranno non sarà più ambientarsi. Comunque - dice - al referendum voterò no».

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