"Venezia e Mestre, futuro diviso? Solo cosi crescerebbero entrambe"

Il 16 settembre inizierà una nuova raccolta firme per chiedere un referendum sulla divisione delle due città: "Separazione per moltiplicare"

Già il fatto che la nota per la stampa inizi con l'intestazione "Comune di Mestre" denota che le intenzioni sono serie. Dal 16 settembre (slogan "Ricaricati la vita") inizierà una raccolta firme per chiedere ancora una volta la separazione tra Venezia e Mestre. "Non il solito referendum basato semplicemente su ragioni storiche o su rivendicazioni “geografiche” - spiegano i promotori - ma un grande progetto amministrativo, che non contrappone le due città, ma anzi moltiplica le opportunità e, conti alla mano, le occasioni di crescita e sviluppo sociale ed economico. Costruire il Comune di Mestre e il Comune di Venezia, dunque, non rappresenta una separazione, ma una prospettiva essenziale che, in questa situazione di crisi, consentirà a cittadini e imprese di contare realmente di più e di “ricaricare la loro vita” grazie ad una ideale “batteria con due poli positivi”.

“Venezia e Mestre – spiega Marco Sitran, presidente del comitato veneziano e coordinatore del progetto - non hanno mai vissuto una crisi così grave dell'economia e della credibilità istituzionale: da un lato abbiamo il "caso Mose", dall'altro lato ci sono tutti gli sbagli fatti in tanti anni che hanno moltiplicato le risorse spese per mantenere due città forzatamente dentro una sola e dando in cambio (come per il Mose) tanti soldi pubblici, molti di più di quelli che sarebbero e saranno spesi se finalmente ci fossero due comuni. Risorse che tanto più oggi non possiamo più permetterci di sprecare: basta chiedere alle nostre famiglie e ai nostri imprenditori e commercianti".

"Questa volta – conclude Sitran - si vince perchè questo referendum non è per dividere ma per moltiplicare. Oggi Mestre e Venezia sono divise, oggi si dividono e si sottraggono i vantaggi economici e le opportunità e si moltiplicano gli sprechi; con due comuni noi moltiplicheremo tra loro Mestre e Venezia e le libereremo dalla divisione che le rende una nemica dell'altra e moltiplicheremo lo sviluppo e il lavoro e la qualità della vita riducendo drasticamente gli sprechi. Noi siamo convinti di riuscire a raccogliere le firme necessarie per l’indizione del referendum entro la fine dell’anno e chiediamo alla politica di non avere paura e di calendarizzare la consultazione già nel 2014 in contemporanea con le europee per non sprecare i soldi dei cittadini veneziani e mestrini”.

“Avevo solo 20 anni quando sognavo che  Mestre sarebbe cresciuta con me – commenta l’animatrice del comitato mestrino, Debora Esposti - diventando quella città ricca di opportunità che ero convinta fosse, e nella quale avrei voluto lavorare, vivere e farmi una famiglia: sognavo a occhi aperti. Da donna di terraferma – continua la donna – mi aspetto che la prima a sostenere la nostra battaglia sia un’altra donna di terraferma: Francesca Zaccariotto, la presidente della Provincia che dall’anno prossimo sarà superata dalla Città Metropolitana e che in futuro vorremmo tutti noi dalla Pa.Tre.Me.Ve. (Padova, Treviso, Mestre, Venezia)".

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"Mestre sarebbe la diciottesima città d'Italia e la terza del Veneto per numero di abitanti - spiega il presidente del comitato mestrino Stefano Chiaromanni - Venezia da sola avrebbe pur sempre 100.000 abitanti e la possibilità di incrementarli. E quello attuale è il Comune con la superficie più vasta in Italia dopo Roma. Avevano detto che solo un'entità comunale unica avrebbe potuto creare un'economia di scala e non avrebbe dovuto aumentare le imposte: invece è notizia di questi giorni l'ennesimo aumento delle addizionali comunali Irpef”.

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