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Salvini a Venezia: "Navi? No a San Marco, ma portano ricchezza. Ai sindaci pieni poteri"

Dalle grandi Navi al Mose, dai poteri speciali per i sindaci, ai migranti. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Venezia, per la firma del patto per la legalità sulla realizzazione della Pedemontana, affronta le questioni in mano al governo.

 

L'arrivo alla Scuola Grande di San Rocco intorno a mezzogiorno, in una Venezia blindata per il suo arrivo e animata fin dal mattino dalle contestazioni dei no global: "Salvini non sei il benvenuto". Salvini, che avrebbe dovuto essere alla mostra del Cinema, al Lido, incontra il presidente della Regione, Luca Zaia, per la sigla il patto per la legalità sulla Pedemontana, a due settimane dal disastro del ponte Morandi.

A siglare il documento anche prefetti di Treviso, Maria Rosaria Laganà, e Vicenza, Umberto Guidato, territori attraversati dalla Pedemontana, i rappresentanti dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Treviso, della Superstrada Pedemontana Veneta e delle organizzazioni sindacali di categoria. Presenti inoltre numerose autorità civili e militari, tra cui il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Massimo Bitonci, il prefetto e il questore di Venezia, rispettivamente Vittorio Zappalorto e Vito Danilo Gagliardi, e il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti.

La nuova superstrada, su un tracciato di oltre 94 chilometri, avrà 14 caselli e attraverserà 36 Comuni. La fine dei lavori, il cui costo complessivo ammonta a 2 miliardi e 258 milioni di euro, finanziati a livello nazionale (614 milioni), regionale (300 milioni) e privato (1 miliardo e 343 milioni), è prevista per dicembre 2020. Molte le risposte che i cittadini si attendono sulle grandi opere nel paese. Dalla Tav al Mose e, su Venezia, c'è anche la questione delle grandi navi.

Grandi Navi

"Le forze che stanno operando al governo sapranno dialogare e trovare un accordo - dice in merito Salvini -. Certo che non si può far passare una grande nave davanti a San Marco - spiega - ma non possiamo rinunciare alla ricchezza, al lavoro e all'indotto che il contributo di miglaia di turisti portano a Venezia. Va preservata, ma non va chiusa in una teca - precisa - va aperta al mondo".

Mose

Sul Mose Salvini taglia corto, dice: "Ascolteremo quello che ci hanno chiesto le istituzioni locali, mentre è Zaia a prendere la parola sulla questione. "Sono il primo che non lo voleva - sottolinea - tuttavia tengo a precisare che non è un'opera della Regione. E più che pensare al suo funzionamento, penso alla manutenzione. Ottanta, 100 milioni all'anno, una cifra impensabile. Non so dove si andranno a trovare queste risorse. Di certo la Regione non ce le mette".

I migranti e la Francia

Non mancano le frasi rivolte a Macron: "Non prendiamo lezioni dalla Francia che ha respinto migliaia di donne e bambini al confine italiano - dice . E sui capi di imputazione -: strano paese il nostro, vengo indagato perché ho difeso i confini del nostro Paese. Poco male, sono pronto a confrontarmi con chiunque. Possono indagarmi per quello che vogliono, io tiro dritto come un treno".

Pensioni

Sulle pensioni e l'economia Salvini chiede qualche giorno di tempo: "Martedì prossimo ci riuniremo con tutte le forze dell'esecutivo per cercare soluzioni alle pensioni, l'Iva, le accise. Vi chiedo di aspettare ancora un po'".

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