Se salta il riordino delle Province la Città metropolitana invece "resiste"

A fare chiarezza è il sindaco Orsoni che spiega come tutto sia stabilito "dalla legge 135 già approvata". La presidente della Provincia Zaccariotto: "Stiamo vivendo una contraddizione"

Il rischio che decada il decreto di riordino delle Province, comprese le norme per l'attuazione delle Città metropolitane, è ritenuto dal sindaco di Venezia Giorgio Orsoni "non del tutto improbabile, in queste ore". La mancata attuazione della ridefinizione delle Province come previsto, però, per Orsoni cambia poco: "La strada - ha spiegato in occasione del convegno 'Le dimensioni e i progetti di Venezia Metropoli' organizzato dalla Fondazione Venezia 2000 - è già segnata dalla legge 135, approvata in agosto. Anche se il decreto dovesse decadere, la Città metropolitana di Venezia andrà quindi avanti nel modo previsto dalla legge".

"Quel che cambia - ha aggiunto - è solo l'ambito, ma non per tutte le Città metropolitane previste, bensì solo per quelle che potevano avere diversi ambiti come Milano, Firenze e come avrebbe potuto essere anche Venezia". Né, quindi, cambia alcunché nemmeno nella prospettiva di un'elezione diretta degli amministratori del nuovo Ente.

"L'elezione diretta - riprende Orsoni - non c'è mai stata. C'erano degli emendamenti dell'Anci per mettere in chiaro il sistema normale che vedeva nel sindaco del capoluogo il sindaco metropolitano, con l'elezione dei consiglieri come elezione di secondo grado, come per le Province".

Parole cui ribatte la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto: "Allo stato attuale stiamo vivendo una contraddizione continua: da un lato vorremmo una Città-Regione come la Patreve, dall'altro c'è la Regione che tende a riappropriarsi delle funzioni come impiego, formazione, turismo e urbanistica, senza migliorare tempi e qualità delle risposte". La titolare di Ca' Corner ha dato questa lettura, nel convegno alla Fondazione di Venezia, della situazione vissuta dall'Ente che amministra, il più interessato dalla riorganizzazione territoriale che porterà alla futura Città metropolitana di Venezia.

Sul passaggio parlamentare di mercoledì, anche Zaccariotto ha ribadito: "Rimane aperta la questione dell'aggregazione e delle attribuzioni di funzioni e competenze; ma, a differenza delle altre Province, per la Città metropolitana tutto è definito, scadenze comprese, dalla legge 135".

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