Verso lo spostamento delle scadenze delle imposte comunali

Lo ha annunciato in diretta social l'assessore al Bilancio Michele Zuin per l'Imu, la Tari, l'imposta di soggiorno degli albergatori e quella di pubblicità

Comune di Venezia

Il decreti del presidente del Consiglio per la gestione dell'emergenza coronavirus non hanno previsto la sospensione delle imposte comunali né forme di sostegno statale in caso di mancati introiti. Questi sembrano probabili con milioni di lavoratori fermi in attesa di ammortizzatori sociali, e altrettanti esercizi pubblici senza introiti. Sono le amministrazioni a decidere in questo momento se adottare provvedimenti per sospendere i pagamenti. Inutile sarebbe, come ha spiegato anche l'assessore al Bilancio del Comune di Venezia, Michele Zuin, in diretta social giovedì, pretendere tasse da negozi chiusi o imposte di soggiorno da albergatori e strutture ricettive senza ospiti.

L'amministrazione veneziana sta lavorando per tenere ferme alcune rate. «Dobbiamo garantire sicurezza ai conti per il funzionamento dei servizi e la salute delle società partecipate - ha detto Zuin - Operiamo affinché ci sia un futuro per questa città, siamo preoccupati e ci sentiamo anche abbandonati». Per quanti riguarda l'Imu, l'imposta sugli immobili dei privati che non siano prima casa, si versa in due rate: al 16 giugno e a dicembre. «Abbiamo pensato di far slittare i termini, modificando il regolamento», anticipa Zuin. Sull'imposta di soggiorno il Comune vuole andare incontro agli albergatori, senza pretendere il versamento dei primi due mesi dell'imposta incassati nel 2020, lasciando l'obbligo di dichiarazione al 15 aprile, ma spostando il versamento al 30 novembre. L'imposta sulla pubblicità, «vogliamo farla slittare a fine settembre, riducendo il canone per le attività e i plateatici, in misura proporzionale al periodo di chiusura delle aziende», dice Zuin. Le scadenze saranno spostate rispettivamente al 30 settembre, 31 ottobre, 30 novembre e 31 dicembre. 

Per la Tari (tassa sui rifiuti) restano le scadenze del 16 maggio, 16 settembre e 16 dicembre. «Possiamo chiedere il posticipo con il saldo delle rate al 16 novembre, in presenza di determinate condizioni che verranno specificate». La tassa d'ingresso, o contributo di accesso, come anticipato dal sindaco Brugnaro, slitta al 2021, mantenendo invariata la struttura per la riscossione che è già stata predisposta. Allo stesso tempo il Comune chiede al governo di prevedere alcune misure a sostegno degli enti locali. 

«Abbiamo preparato 4 norme che vorremmo fossero inserite dal governo nei decreti, che aiutano noi Comuni e i cittadini. Per quanto riguarda l'Imu, chiediamo che l'esecutivo ci consenta di certificare un credito nei confronti del cittadino, affinché non ci sia un mancato pagamento. E che intervenga Cassa Depositi e Prestiti ad anticipare la liquidità per la mancata copertura delle entrate da turismo». In relazione alla Tari, l'assessore Zuin chiede sia il governo a versare ai Comuni, al posto delle imprese, la parte della tassa corrispondente al lasso di tempo di chiusura delle attività, in modo che le amministrazioni non registrino perdite a bilancio. E infine occorre prevedere una specie di rimborso per i mancati introiti dalla vendita dei biglietti dei trasporti pubblici ai turisti, per finanziare i contratti di servizio e mantenerli in equilibrio.

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«Assicuriamo fin da ora la nostra disponibilità a collaborare per costruire insieme i provvedimenti che si renderanno necessari - fanno sapere i consiglieri comunali del Partito Democratico Monica Sambo, Nicola Pellicani ed Emanuele Rosteghin, che hanno chiesto di affrontare con la massima urgenza in Consiglio il tema del bilancio del Comune di Venezia e delle sue partecipate -. Per il bene della città non è opportuno che il sindaco e la sua maggioranza decidano in autonomia quali misure intraprendere e quali servizi mantenere, ridurre o sospendere, come invece è stato fatto intendere dal sindaco per quanto riguarda un servizio essenziale come il trasporto pubblico. Sarebbe paradossale affrontare - concludono - una variazione di bilancio che destina circa un milione e mezzo per il salone nautico di giugno senza contemporaneamente aprire un confronto sulla situazione di crisi che stiamo vivendo e sulle conseguenze che sta avendo e avrà sul futuro dei cittadini».

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