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Bortoluzzi: "È in vigore la legge sulla Città Metropolitana: ridare il diritto di voto ai cittadini

Con l'entrata in vigore oggi 08/04/2014 della LEGGE 7 aprile 2014, n. 56, Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.81 del 7/4/2014, si apre per la governance del territorio dell'ex Provincia di Venezia un'era nuova e problematica, nella quale i cittadini rischiano di essere sensibilmente privati dei loro fondamentali diritti democratici, a cominciare da quello di potersi scegliere gli amministratori delle loro istituzioni, come appunto probabilmente accadrà per la Città Metropolitana, che dall'1 gennaio 2015 sostituirà l'attuale Provincia di Venezia, i cui organi elettivi cesseranno di esistere il prossimo 25 giugno.

Infatti, l'unica possibilità, perché il nuovo ente non sia guidato d'ufficio dal sindaco del comune capoluogo e da 18 consiglieri nominati con voto ponderato solo da e fra i sindaci ed i consiglieri comunali in carica, è quella prevista dall'art.22 della nuova legge, secondo il quale lo statuto della città metropolitana può prevedere l'elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano con il sistema elettorale che sarà determinato con legge statale, ma è condizione necessaria, affinché si possa far luogo alla elezione del sindaco e del consiglio metropolitano a suffragio universale, che entro la data di indizione delle elezioni (cioè prima del 30 settembre 2014) si sia proceduto ad articolare il territorio del comune capoluogo in più comuni. A tal fine il comune capoluogo deve proporre la predetta articolazione territoriale, con deliberazione del consiglio comunale, adottata secondo la procedura prevista dall'articolo 6, comma 4, del testo unico (cioè con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati: qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione e' ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e l'articolazione è approvata se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati). La proposta del consiglio comunale deve poi essere sottoposta a referendum tra tutti i cittadini della città metropolitana, da effettuare sulla base delle leggi regionali, e deve essere approvata dalla maggioranza dei partecipanti al voto. E' altresì necessario che la regione abbia provveduto con propria legge all'istituzione dei nuovi comuni e alla loro denominazione ai sensi dell'articolo 133 della Costituzione.

Insomma un percorso ad ostacoli difficilissimo da attuare nei tempi strettissimi disponibili, che esclude fra l'altro qualsiasi concreto valore ad altre procedure, come quella proposta con la raccolta di firme per la divisione del comune di Venezia con un referendum consultivo sul quale poi l'ultima parola spetterebbe alla Regione; un referendum che, anche se passasse e venisse poi ratificato dalla regione, produrrebbe solamente l'effetto che d'ufficio sindaco metropolitano sarebbe il sindaco del nuovo ridotto comune di Venezia.

Nonostante queste strettissime forche caudine regolamentari io credo però che sia necessario non solo attivare il percorso formale (per questo protocollerò immediatamente in Municipalità di Venezia la proposta di un odg urgente per chiedere al consiglio comunale di far partire l'iter), ma anche creare una sorta di sollevazione popolare provinciale, per lanciare ai singoli consiglieri comunali il messaggio chiaro e tondo che sta in mano loro la possibilità di ridare a tutti i cittadini di tutto il territorio che verrà amministrato dalla Città Metropolitana la possibilità di scegliere e di eleggere fra tutti i cittadini che vogliano candidarsi il futuro sindaco metropolitano ed i futuri diciotto consiglieri metropolitani. Conscio della difficoltà di far capire bene di che cosa stiamo parlando e di quanto importante sia lasciare ai cittadini, a tutti i cittadini, il diritto di voto: com'è giustificabile che 250mila veneziani possano scegliere un sindaco metropolitano anche per altri 600mila cittadini degli altri 43 comuni?

Spero che la stampa veneziana riesca ad aiutarmi in questa difficile battaglia.

Pietro Bortoluzzi, consigliere provinciale e municipale di Venezia di Fdi-An

NOTA: Le tappe previste per l'attivazione del nuovo ente saranno le seguenti.

Il sindaco del comune capoluogo, cioè Orsoni, deve indire le elezioni per una
conferenza statutaria (costituità da 18 componenti) per la redazione di una proposta di statuto della citta' metropolitana, eletta solo fra sindaci e consiglieri comunali in carica dei 44 comuni dell'attuale Provincia, che sarà presieduta dal sindaco del comune capoluogo e che per legge termina i suoi lavori il 30 settembre 2014, trasmettendo al consiglio metropolitano la proposta di statuto.

Entro il 30 settembre 2014 si svolgono le elezioni del consiglio metropolitano, indette dal sindaco del comune capoluogo, e si insediano il consiglio metropolitano e la conferenza metropolitana. Entro il 31 dicembre 2014 il consiglio metropolitano approva lo statuto.

Il sindaco metropolitano e' di diritto il sindaco del comune capoluogo.

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