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Ci ha lasciato la professoressa Giovanna Ferianis Vadnjal

Sestiere Castello 6777 · Castello

È mancata mercoledì 11 settembre 2019 presso l’Ospedale Civile SS. Giovanni e Paolo di Venezia, Giovanna Ferianis Vadnjal, insegnante, studiosa di latino, poesia e storia, traduttrice.

Era nata a Tolmino il 16 novembre 1926 da Maria Gruntar, di Caporetto, e dall'ingegnere Mario Vadnjal, nato a Trieste. Dopo la laurea a Padova nel 1953 si trasferì nel 1958 a Venezia con il marito dottor Milovano Ferianis, pediatra. Docente di lettere classiche, insegnò fino alla pensione nel liceo scientifico G.B. Benedetti di Venezia. Sostenne fin dall'inizio il Museo di Caporetto/Kobariški muzej (Premio del Consiglio d'Europa per l'anno 1993), prestando la sua opera di traduttrice dallo sloveno all'italiano e mettendo a disposizione i ricordi e l'esperienza di vita di suo padre che era stato un ufficiale dello Stato Maggiore del gen. Boroëvić.

In veste di traduttrice e consulente partecipò con il trevigiano Camillo Pavan alla stesura di "Caporetto, Storia, testimonianze, itinerari" (1997). Volume in cui, fra l'altro, tradusse per la prima volta in italiano la poesia “Soči (All'Isonzo)” del poeta-vate sloveno Simon Gregorčič. Sempre con Pavan collaborò nel 2001 al volume “I prigionieri italiani dopo Caporetto”. Appassionata studiosa della lingua latina, di Dante e di Giacomo Leopardi, affiancò l'amica d'infanzia Marta Filli, di Tolmino, nella pubblicazione del volume "Giacomo Leopardi, Pesmi in Pisma" ["Canti e lettere"], edizioni Sanje, Lubiana, 2012, presentato dall'Istituto Italiano di Cultura a Lubiana nel gennaio dell'anno seguente.

Lascia i figli Ada, laureata alla Scuola Interpreti di Trieste, e Mario, ingegnere all'Elettra Sincrotrone di Trieste. I funerali della professoressa Giovanna Ferianis Vadnjal si svolgeranno venerdì 20 settembre 2019 nella chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti, situata all'interno del complesso ospedaliero SS. Giovanni e Paolo di Venezia. La sepoltura avrà luogo mercoledì 25 settembre alle ore 15 nel cimitero di Caporetto.

*** UN RICORDO DEL FIGLIO *** La prof. Giovanna Vadnjal ved. Ferianis dedicò, con grande passione, tutta la vita alla propria Famiglia ed alla propria professione, l’insegnamento. Compì gli studi umanistici con il corso di laurea in lettere classiche, conseguita all'Università di Padova. Trasferitasi a Venezia dopo il matrimonio, verso la fine degli anni ’50, Giovanna fu felice moglie del Dottor Milovano Ferianis, il pediatra mancato prematuramente nel 1978, e madre dei due figli, Ada e Mario, che ha cresciuto cercando di trasmettere loro, fondamentalmente, la propria idea di vita. Ha coltivato e condiviso con alunni e colleghi, la sua forte passione per l'insegnamento, dapprima nella scuola media “Francesco Morosini” e, poi, nel liceo scientifico “G.B. Benedetti”, sempre a Venezia. Per Giovanna, l’insegnamento era impegno quotidiano, con cui trasmettere agli alunni la propria conoscenza, unito ad un forte senso di responsabilità in quanto aveva chiaro il fatto che sui banchi di scuola si formano i cittadini del domani. Fin dai primi anni trascorsi in Laguna, fu subito molto affascinata da Venezia e, di buon grado, si adattò alla “vita del veneziano”, vita non facile, ma mai banale! Divenne ben presto una convinta ammiratrice di questa città unica. Negli anni, ha sempre mantenuto anche un forte legame affettivo con le proprie terre di origine, in cui tornava spesso e sempre con grande piacere per essere vicina ai suoi parenti materni. Terre queste, (Caporetto, in sloveno Kobarid) attraversate e dilaniate dalle tristi vicende del ‘900; terre che i suoi parenti materni mai abbandonarono, resistendo immuni ai diversi Stati ed ai loro diversi regimi, che si succedettero nei decenni. Come detto, a Caporetto, trascorse tanti momenti felici, nella bella casa materna che amava, praticamente trascorrendo là tutte le Festività dell’anno, sempre accompagnata dalla sua Famiglia, e anche i momenti di dolore che la vita ci riserva, per la progressiva scomparsa dei suoi cari zii. E proprio a Caporetto, negli anni della sua pensione, fu instancabile collaboratrice del locale Museo della Grande Guerra, istituito da volontari nel 1990, dove prestò la sua opera di storica e traduttrice.

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