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"Vero imprenditore? Lasciamolo dire alle autorità"

Redazione

Riceviamo e pubblichiamo:

"In relazione all'articolo che è stato pubblicato il 13 Luglio 2017 io acquirente vorrei avere la possibilità di rispondere e dichiaro di non aver accusato ingiustamente il "convinto imprenditore": sì, proprio così, perché crede davvero di essere un imprenditore ma parlano chiaro le perizie fatte da un architetto, il lavoro svolto da un avvocato, un giudice che ha sciolto il contratto perché ritenuto "NULLO", un curatore fallimentare che tra l'altro lo ha cercato sin da subito per avere i bilanci visto che la presunta società è stata dichiarata fallita dal giudice e che "l'imprenditore" si è reso irreperibile.

Ci sono tutti i documenti che possono dimostrare i fatti ed io mi ritrovo creditore insieme ad altri truffati tra cui elevati debiti a favore di Banche. Io acquirente ho avuto la fortuna di essere stato bloccato dalla Banca perchè questa mi ha detto esplicitamente di rivolgermi a delle autorità competenti e che non conosceva "l'imprenditore" come lui fingeva di far credere. Io fortunatamente avendo un lavoro solido e facendo parte di una grande azienda avrei ottenuto il mutuo senza alcun tipo di problemi, anzi i direttori della Banca stessa mi avevano convocato proprio per mettermi in allerta dicendomi che "ero meritevole di credito a tutti gli effetti".

Un vero imprenditore non chiede soldi in prestito come ha fatto con me e con altri, pressando oltretutto, e se mi permetto di dire questo è perché ho tante prove che lo possono dimostrare; un vero imprenditore non si rende irreperibile dinanzi ad un curatore fallimentare e un giudice; un vero imprenditore non si spaccia per una nota azienda che nemmeno sa chi sia. Il contratto preliminare non era regolare come lui dichiara e ad ogni mia richiesta di poterlo modificare o avere delle spiegazioni faceva il vago fingendosi di essere o in clinica a Milano perché non stava bene, o addirittura in Calabria.

Ritrovandomi con un mio amico mi ha raccontato di aver conosciuto una persona che si fingeva di essere un recupero crediti fidandosi in modo da dargli i documenti della sua compagna e addirittura come da sua richiesta lo Statuto della società. Con questi documenti ha acquistato dei cellulari, addirittura un carrello elevatore per un valore di € 4.500. Infine ha chiesto anche a loro soldi in prestito. Confrontandoci ci siamo accorti che era la stessa persona, e cioè il "convinto imprenditore calabrese". Infine aggiungo che ci sono indagini in corso e ognuno avrà quel che si merita.

Infine un vero imprenditore non pubblica annunci online scrivendo: vendo perché ho perso il lavoro e ho un mutuo da pagare, oppure vendo urgentissimo per motivi seri di salute".

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