Iniziata a Venezia la Mappatura Regionale Amianto

I primi risultati però non sono confortanti: troppo pochi ancora i comuni e gli enti che hanno avviato la procedura per creare la mappatura degli edifici contenenti amianto

© Harald Weber

Venezia ha fatto partire la mappatura dei siti dove è presente l’amianto. Anche qui, come in tutta la Regione, i primi risultati non sono confortanti: nella provincia veneziana hanno risposto in 17, su un totale di 45, tra comuni e enti, e di questi 17, solo 11 hanno già avviato tutto il procedimento per creare la mappatura degli edifici contenenti amianto. Un numero ancora molto basso visto che più della metà (28 per l’esattezza) non hanno ancora dato una risposta.

Questo progetto della Regione Veneto, partito nel 2013 e che si concluderà nel 2014, prevede, appunto, una classificazione dei siti dove è presente l’amianto per verificare lo stato di conservazione dei materiali contenenti questa pericolosa polvere, individuando situazioni di criticità e dove necessario attuare interventi di rimozione o bonifica. La mappatura è in corso in tutta la regione e riguarda le scuole pubbliche, private e gli edifici pubblici di proprietà di comuni e province. I dati riportati sono solo i primi risultati di questo importante progetto che comunque fotografa una situazione preoccupante. Sono ancora molti, infatti, gli edifici in tutta la regione contenenti amianto e considerando quelli che ancora non hanno risposto, il numero aumenta.

In particolare Il problema dell’amianto è ancora oggi, purtroppo, molto sentito anche se c’è una legge del 1992 che bandisce l’uso di questo materiale nel Belpaese. L’Italia, infatti, sta ancora pagando le conseguenze degli alti livelli di esposizione derivati dall’utilizzo di questo materiale dal secondo dopoguerra in particolare nei settori della produzione industriale di manufatti in cemento-amianto, di manufatti tessili contenenti amianto, della cantieristica navale, della riparazione e demolizione di rotabili ferroviari e nell'edilizia.

Tali prodotti in seguito all’usura o al danneggiamento possono, infatti, rilasciare nell’ambiente microscopiche fibre che, attraverso la respirazione, raggiungono il polmone, organo bersaglio per quelle patologie correlate all’amianto. Bonificare gli ambienti dall’amianto diventa fondamentale, quindi, per la nostra salute. Ecco il perché di questa mappa. Anche perché per mettere in sicurezza dall’amianto è necessario sapere precisamente dov’è.

In tutta la Regione ad oggi hanno risposto in 222 tra comuni e provincie, su un totale di 588, e tra questi 222, la metà, 111, hanno avviato la mappatura. Manca all’appello circa il 60% degli enti ma c’è ancora tempo per inviare i dati.

Il prossimo 15 dicembre, infatti, sarà l’ultimo giorno utile per i comuni, le province e le scuole private per inviare le informazioni che verranno in seguito utilizzate a livello regionale e nazionale per definire le priorità di interventi di manutenzione e bonifica finalizzate a ridurre al minimo l’esposizione degli occupanti e dei frequentatori degli edifici in cui è presente amianto.

A coordinare il progetto sarà l’Arpav che, attraverso il Centro Regionale Amianto, Polveri, Fibre, gestirà l’archivio in cui confluiranno tutti i dati raccolti, provvederà all’elaborazione di report periodici sullo stato di avanzamento del progetto e alla loro divulgazione.

Il progetto è partito grazie all’approvazione del DGR n. 2016 del 08 ottobre 2012 che prevede la realizzazione di questa banca dati informatizzata degli edifici adibiti a scuole pubbliche e private e degli edifici pubblici aperti al pubblico di Comuni e Province interessati dalla presenza di amianto. Questa banca dati verrà utilizzata poi per la Mappatura Regionale Amianto.

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